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IL 18 GIUGNO L’INGRESSO IN CITTA’ DEL NUOVO VESCOVO

La Settimana Santa dell’amministratore Apostolico di Fabriano-Matelica inizia oggi alle 10,30 presso lo stabilimento Ariston di Genga con la Messa della Domenica delle Palme. Mons. Vecerrica continua così il suo viaggio nel mondo del lavoro. Ieri mattina ha incontrato i lavoratori in Cattedrale in occasione del Giubileo della Misericordia. “Vi auguro – ha detto – di avere lo stesso coraggio di San Giuseppe che ha saputo abbracciare il mistero di Dio che non comprendeva. Abbiate la stessa forza per superare la crisi e le difficoltà di questo periodo”. Nel pomeriggio, poi, l’incontro con i giovani. Commemorato il 25° anniversario della visita di Giovanni Paolo II alle industrie Merloni e alle Cartiere Miliani di Fabriano avvenuta il 19 marzo 1991. “La situazione lavorativa nel nostro territorio è molto cambiata: la crisi delle industrie, inimmaginabile allora, ha portato insicurezza, precarietà, emigrazione, condizioni difficili per molte famiglie. Vogliamo ricordare – ha detto il parroco della Cattedrale Mons. Alfredo Zuccatosta – quel momento felice della nostra storia, per risvegliare la speranza e l’impegno, per rimetterci in cammino”. Si sono incontrati venerdì pomeriggio, per la prima volta, il Vescovo eletto di Fabriano-Matelica Mons. Stefano Russo e Mons. Giancarlo Vecerrica che, a luglio 2015, aveva presentato le dimissioni al compimento dei 75 anni di età come previsto dal Diritto canonico. Ad Ascoli Piceno, i due hanno parlato a lungo ed hanno tracciato una prima tabella di marcia per l’avvicendamento sulla cattedra di San Venanzio. L’ordinazione episcopale avrà luogo presso la Cattedrale di Sant’Emidio di Ascoli Piceno, il 28 maggio. Il solenne ingresso del presule nella sua nuova diocesi si svolgerà il 18 giugno a pochi giorni dalla solennità del patrono che don Stefano celebrerà per la prima volta in Cattedrale San Venanzio il 24 giugno. “Sono ancora frastornato ed emozionato – ha detto poche ore dopo l’annuncio Don Stefano. – Il 14 novembre scorso ero stato nominato parroco della chiesa dei santi Pietro e Paolo e non mi aspettavo di diventare vescovo. La nomina costituisce per me un distacco, perlomeno fisico, dalle mie origini. Vado nella chiesa di Fabriano-Matelica che il Signore mi affida, con la consapevolezza di rispondere alla sua chiamata. Vado nel segno della carità di Cristo, per continuare a percorrere la strada che il Signore ha tracciato per me”.