FOLLA IN CATTEDRALE PER L’APERTURA DELLA PORTA SANTA

Giubileo al via anche a Fabriano. Mons. Giancarlo Vecerrica ha solennemente aperto la Porta Santa della Cattedrale di Fabriano. Ieri pomeriggio si è tenuto il rito alla presenza del clero diocesano, delle autorità e di almeno due mila fedeli. Alle ore 16 è iniziata la processione dalla chiesa di San Benedetto. Sul sagrato di San Venanzio, poi, dopo aver attraversato Corso della Repubblica, l’apertura della Porta che ufficializza l’inizio del Giubileo indetto da Papa Francesco nella Diocesi di Fabriano-Matelica. Dopo l’ingresso in Cattedrale attraverso la Porta Santa la celebrazione eucaristica. Sabato 19 il solenne rito di apertira presso il Santuario del Cerro di Sassoferrato; domenica 20, invece, presso la Concattedrale di Matelica.

Apertura della Porta Santa nella Cattedrale di Fabriano. Omelia del Vescovo Vecerrica

  1. Questa è la Domenica di Avvento chiamata “Gaudete”. Immersi in tante miserie e paure ci arriva questo bell’invito alla gioia. Il cristianesimo è il comandamento dell’amore e della gioia. Quale gioia e perché c’è gioia?
    • Nella prima lettura, il profeta Sofonia invita a non avere paura: “Non temere perché il Signore, tuo Dio, in mezzo a te,è un salvatore potente”.
    • Nella seconda lettura, San Paolo spiega questa gioia: “Siate sempre lieti, perché il Signore è vicino”.
    • Nel Vangelo, le folle ascoltando Giovanni il Battista si mobilitano per rendere concreta e operosa la gioia: Che fare? Cambiare vita, perché è vicino Uno più forte, più vicino, più dentro la vita!

Cari Amici, oggi ci viene riconfermato l’Annuncio cristiano: con Dio vicino e presente realmente si vive meglio.

  1. Questa gioia per la presenza di Gesù, Dio con noi, ha un nome speciale: è la Misericordia. C’è gioia perché Dio ha misericordia verso di noi. Che ricchezza di profondità c’è in questa parola “misericordia”! Questa è novità assoluta e speciale della nostra fede cristiana: Dio si è incarnato. Non per una sua idea, ma per la sua passione misericordiosa verso di noi: Dio ha tanto amato il mondo da venirci subito a soccorrerci (cfr.Gv 3). Gesù è la misericordia del Padre, è il buon samaritano, che ha riaperto la porta del Paradiso.

Allora, Gesù è la Porta della mia vita per tutte le possibilità. È lui che mi cerca, mi accompagna e mi fa varcare questa soglia. Papa Francesco ha detto: “La Chiesa ha bisogno di questo Anno Santo. La Chiesa ha bisogno di questo momento straordinario. Non dico: è buono per la Chiesa questo momento straordinario. Dico: la Chiesa ha bisogno di questo momento straordinario”. Cari amici, da oggi vogliamo risvegliare la coscienza distratta o presuntuosa sul nostro bisogno di Gesù che viene a rialzarci, per ridarci tutte le possibilità. Io oggi dico il mio grazie immenso a Gesù e a Papa Francesco che me lo ripropone, perché io sono un grande peccatore: ho bisogno della tua misericordia, caro Gesù!  Voi, cari sacerdoti, da me molto amati, anche voi rendetevi conto dei vostri peccati: anche voi, da peccatori riconoscete di aver necessità di questa misericordia e sappiate donarla sempre, a tutte le ore, nel sacramento della Confessione che vi raccomando caldamente. Voi, fedeli carissimi, giovani, adulti, anziani, vi percepite per quel che certamente siete? Vi sentite peccatori? Correte, in questo Anno Santo, al sacramento della Confessione: lì, Gesù, non il prete, vi dona la sua misericordia. Chi non si innamora di Gesù così misericordioso?! Vorrei essere come San Francesco d’Assisi che quando pronunciava il nome di Gesù si leccava le labbra!

  1. Per vivere le meraviglie di oggi c’è una condizione sola. Gesù non è prepotente, ma è delicatissimo, bussa e chiede permesso per entrare: “Ecco – dice nell’Apocalisse – io sto alla porta di casa tua e busso, se mi apri la porta io entro e ceno con te”. Allora, Gesù ti chiede la disponibilità ad accoglierlo e seguirlo. Come? La Chiesa ci risponde donandoci l’Indulgenza dell’Anno Santo, che è aprire il cuore a Gesù nel chiedere perdono nella Confessione e compiere alcune azioni di distacco dal male, che sono queste:
    • la Confessione e la Comunione entro una settimana;
    • compiere il pellegrinaggio alla Porta Santa che è Gesù, nella Cattedrale; oppure svolgere celebrazioni giubilari nelle altre due porte della Concattedrale di Matelica e del Santuario del Cerro. L’importanza assoluta della Cattedrale per la nostra Chiesa particolare la stiamo comprendendo e di questo vi ringrazio. Tuttavia proponiamo anche celebrazioni giubilari singole nei Santuari dei nostri Santi Patroni; in particolare nella Parrocchia dedicata alla Madonna della Misericordia e nelle sedi delle realtà caritative.;
    • recitare il Credo e il Padre Nostro per il Papa;
    • compiere le 14 opere di misericordia materiali e spirituali, almeno prenderne una come impegno proprio per questo anno.
    • Coloro che sono ammalati o impediti possono offrire al Signore le loro sofferenze per avere l’Indulgenza Giubilare.

Rinnovo la richiesta “S.O.S.-Misericordia” per ricevere da voi la proposta di un’opera di misericordia da compiere tutti insieme in questo Anno Santo nel nostro territorio.

Cari sacerdoti e fedeli, siamo disposti ad aprire la porta di casa nostra a Gesù presente nei poveri e nei bisognosi?  Io, qui, dico con solennità e timore, di fronte a tutti: sì, io sono disposto a tutto per Te, Gesù: mi confesserò spesso, sceglierò un’opera di carità, farò i pellegrinaggi e darò tutta la mia vita a voi. Perché non sia una promessa generica vi chiedo di richiamarmi e correggermi. Cerchiamo di gettar via ogni rispetto umano, invidia e gelosia. Tutti siamo peccatori ed io voglio imparare da voi a correggermi. A  chi è migliore di me, cioè a tutti, supplico  di aiutarmi ad essere come mi vuole Gesù misericordioso.

Concludo, esortandovi a sentire la portata storica di questo evento che stiamo vivendo per prendere decisioni forti e innovative nella nostra vita, nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità, nelle nostre realtà civili e culturali, lavorative e ricreative. Ci affidiamo tutti alla Madonna della Misericordia, gustando ciò che ha detto Papa Francesco, cioè che “sotto il manto della Madonna c’è posto per tutti”.

 

+Giancarlo Vecerrica