DOTTOR ARTECONI: ‘NON SI PUO’ CHIUDERE OSTETRICIA PER UN VINCOLO NUMERICO’

“Non si può chiudere un reparto per colpa di un vincolo numerico. E’ come se Cardiologia si fermasse perché ai residenti capitano pochi infarti. La politica non può considerare un malato come semplice numero ma deve assicurare cure e assistenza nel modo più omogeneo possibile non privilegiando la costa a discapito dell’entroterra.” Il dottor Vinicio Arteconi interviene sulla decisione di tagliare il reparto di Ostetricia dell’Ospedale Profili che, al momento, non supera i 500 parti in dodici mesi previsti come soglia minima per la sopravvivenza. “Da anni abbiamo perfezionato il protocollo clinico – spiega il ginecologo – e possiamo gestire gravidanze a basso e medio rischio. Se si punta alla diminuzione delle spese ci sono molti altri modi più produttivi per risparmiare.” Sull’importanza del servizio il primario facente funzione di Ostetricia spiega che “indipendentemente da tutto il punto nascita ha un valore sociale perché altrimenti continueremo ad invecchiare in un comprensorio condannato dove non si nasce più. Anche la crisi ha fatto la sua parte provocando una diminuzione di parti visto che molte famiglie si sono traferite altrove per la mancanza di un posto di lavoro. “Nel 2014 sono nati 400 bambini. Nel 2015 il quadro non cambia. Fino a settembre sono nati 220 bambini: 111 sono residenti nel Comune di Fabriano, 109 sono arrivati al Profili da altre città – alcune delle quali come Genga, Serra San Quirico e Sassoferrato fanno parte dell’ex Asl 6 – e dalla vicina Umbria. Sono solo 28 le fabrianesi che hanno partorito altrove. Il saldo è assolutamente positivo e ci spinge ad impegnarci contro questa chiusura.”

Marco Antonini

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