FABRIANO, OMICIDIO ARVINDER, TRE CONDANNE A 15 ANNI DI CARCERE

Quindici anni di carcere per due indiani e un bengalese accusati di concorso nell’omicidio di Dhaliwal Arvinder, 25 anni, indiano ucciso dal branco a sprangate la sera del 3 novembre 2013 davanti al Bar Nuovo di Fabriano. Dopo due condanne inflitte dal gup a 18 e 16 anni di carcere in abbreviato, la Corte d’assise di Ancona ha riconosciuto altre tre persone responsabili della fatale aggressione che sarebbe avvenuta per screzi di tipo religioso. Stessa pena per i tre imputati: Singh Parvinder, 26 anni, un suo omonimo di 29 anni, indiani, e Md Rubel Islam, bengalese di 27 anni. Il pm Marco Pucilli aveva chiesto per tutti una condanna a 21 anni di reclusione.

Secondo l’accusa, anche loro avrebbero concorso al blitz in cui Harvinder venne pestato e colpito a morte con un bastone che aveva sulla punta un paio di forbici. Quella sera, hanno ricostruito gli investigatori, gli aggressori sarebbero arrivati con due auto. Nella prima, una Ford Fiesta parcheggiata davanti al bar, c’erano Jagdeep Singh, 24 anni, ritenuto colui che sferrò i colpi fatali con il bastone e condannato a 18 anni di carcere, Sartaj Singh, 24 anni, al quale erano stati inflitti 16 anni, due albanesi e un romeno interrogati ma non coinvolti nel processo. Nella seconda auto, viaggiavano i tre imputati insieme a un minore affidato in prova in un procedimento avviato a parte. Secondo le difese, gli occupanti di questa seconda auto non concorsero al pestaggio: ad aggredire la vittima sarebbero stati Jagdeep e Sartaj che avevano rapporti molto difficili con Daliwal e gli altri tre che erano con loro nell’autovettura. Oggi Parvinder ha ribadito la sua versione dei fatti: «non ho fatto nulla, sono poi intervenuto per evitare la rissa. Non ho usato i bastoni (li aveva in auto per lavori di giardinaggio; ndr) e non li ho buttati via». I difensori ricorreranno in appello contro la sentenza. Alla madre della vittima è stata riconosciuta una provvisionale di 50 mila euro e il resto del risarcimento dovrà essere quantificato in sede civile.

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