A TU PER TU CON ANTONELLA MARCACCINI – di Gigliola Marinelli

Tempo di Revaivol’70, l’evento cittadino giunto alla sua terza edizione  in cui tutti gli amanti e cultori del mitico decennio ’70 hanno riscoperto l’arte, la moda, la cultura, le avanguardie musicali ed artistiche che hanno segnato questo periodo storico come un punto di svolta e di cambiamento. Abbiamo incontrato Antonella Marcaccini, collezionista fabrianese di moda ed accessori d’epoca e membro dell’Associazione culturale dei Ricercatori di Moda d’epoca.

Antonella, la tua passione per la moda e la ricerca ti porta spesso in giro per l’Italia alla scoperta di tutte quelle”chicche “ e particolarità che hanno fatto dell’Italian Style un brand riconosciuto in tutto il mondo. Come nasce questa tua curiosità per tutto ciò che concerne l’universo della moda?

Questa curiosità l’ho sempre avuta. Fin da piccola ho sempre girato per mercatini dell’antiquariato con i miei genitori,loro cercavano pezzi importanti ed io mi facevo regalare tutto ciò che trovavo nei cassetti: spille ,orecchini pizzi e borse. Poi da circa 6 anni ho iniziato veramente ad approfondire la conoscenza di ogni oggetto che portavo a casa,mi interessava la storia che ogni pezzo poteva raccontare.

Parliamo dei mitici anni ’70 in cui Fabriano si è calata nelle giornate del 9, 10 e 11 luglio con l’evento Revaivol’70. Quanto ancora la moda’70 continua ad ispirare le nuove collezioni?

Il 18 settembre 1970 in Italia entra in vigore la legge sul divorzio,sintomo di un profondo ed evidente cambiamento culturale. Gli Hippie hanno dato vita alla Beat Generation ed ai Flower Power,tutti movimenti che inneggiavano alla pace con il motto più famoso: “Mettete i fiori nei vostri cannoni”. Il look degli hippie, al di là della moda ufficiale, diventa un vero proprio simbolo di libertà. I capelli si allungano e per l’abbigliamento la parola d’ordine è COLORE!!! Colori sgargianti,disegni geometrici,fiori giganti o fiori piccoli piccoli. Gonne lunghe al posto della mini,pantaloni a zampa con zeppe alte ricoperte dai pantaloni.

Quale aspetto della moda anni ’70 ti è rimasto più nel cuore e quali accessori hai nella tua collezione privata che risalgono a quest’epoca?

Gli anni ‘70 sono gli anni della mia infanzia… non posso dire di aver avuto libertà di acquisto dei miei capi. L’unica cosa che ho mantenuto, credo del 1977, un golfino di Fiorucci acquistato dal negozio di Spalletti e rimesso a nuovo dalle suore di Santa Margherita, chiaramente oggetti che testimoniano questi mitici anni ne ho una marea come occhiali e borse.

Il vintage non è necessariamente solo luxury vintage. Puoi spiegare come si differenziano questi due aspetti  e come imparare ad apprezzare anche indumenti ed accessori che tutti noi possiamo scovare negli armadi di famiglia?

Non amo  distinguere LUXURY da Vintage poichè ogni oggetto  testimonia un periodo del passato e può ispirare una mente creativa a ridisegnare una scarpa o una borsa perciò va ugualmente apprezzato. Certamente invito chiunque prima di buttare qualcosa a rifletterci bene:pensiamo alle ore di tempo spese dalla nostra gente per realizzarla, pensiamo anche all’inutilità dell’oggetto per noi ma non per chi in quel periodo non poteva farne a meno.

Gigliola Marinelli

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