JP, INTERVENIRE PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI PER 700 DIPENDENTI

Fim, Fiom e Uilm riunitisi in assemblea con i lavoratori JP INDUSTRIES di Fabriano, ritengono grave la situazione di stallo che si stà verificando ad oltre un anno dalla sentenza della corte d’appello di Ancona ed in attesa della Cassazzione, che ha decretato nulla la vendita dell’Ex A.Merloni a Porcarelli – J.P. Industries. Rimane chiaro che la priorità rimane salvare i 700 posti di lavoro con la continuità industriale e produttiva faticosamente costruiti nell’accordo e trà l’altro mai avviata di fatto proprio per colpa del ricorso fatto dalle banche che ha bloccato qualsiasi linea di credito in una fase di start up. Il 24 giugno scorso al Ministero dello Sviluppo Economico in un incontro congiunto Ministero, Sindacati ed Imprenditore abbiamo rivendicato una soluzione  per dare risposte concrete agli interessi del lavoro, dei lavoratori e di un’ intero territorio già fortemente martoriato dalla crisi; gli interessi finanziari delle banche non possono venire prima di questi. Inoltre, abbiamo sollecitato di far convocare allo stesso Ministero i Presidenti delle regioni Marche ed Umbria per coinvolgerli nuovamente su questa vicenda, che rischia di rimanere nel dimenticatoio di tutti. Lamentiamo in primis la mancanza dell’indirizzo politico del Governo su una questione industriale strategica per i nostri territori. Inoltre, il percorso intrapreso dai commissari si è rivelato tortuoso e inefficace a risolvere definitivamente la spinosa vicenda della vendita della ex Merloni, rischiando di lasciare così l’imprenditore e i lavoratori in uno stallo di difficile soluzione. I lavoratori aspettano solo di rientrare al lavoro, cosa che é in serio dubbio senza un accordo tra le parti e con una sentenza di Cassazione sfavorevole. Non possiamo accettare che tutta la vicenda si risolva con una chiusura di fatto della J.P. Industries e con la perdita di 700 posti di lavoro.

CS

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