FABRIANO FILM FEST CRESCERA’ SEMPRE DI PIU’ – L’intervista di Gigliola Marinelli

Si è conclusa il 26 maggio presso i locali del Complesso Monumentale San Benedetto la terza edizione del Festival Internazionale del Corto di Fabriano. Abbiamo incontrato l’attrice Valentina Tomada, direttore artistico dell’evento.

Valentina possiamo fare un bilancio riguardo le presenze e la risposta del pubblico fabrianese e non solo a questa importante manifestazione cinematografica?

Sì, sicuramente il pubblico del Fabriano Film Fest è in continuo aumento. Abbiamo potuto constatare con piacere che tutti gli appuntamenti previsti hanno avuto un buon riscontro da parte del pubblico. Naturalmente il top è stato il sabato sera alle proiezioni dei cortometraggi in Concorso. Molti stavano in piedi in fondo alla sala ed è stato davvero un piacere appurare che nessuno si è mosso sino alla fine delle proiezioni.

Venti i film in gara ed un alto livello di qualità. Come si arriva alla scelta del vincitore e riguardo i finalisti di quest’anno puoi raccontare ai nostri lettori qualche curiosità e particolarità dei loro lavori?

Quest’anno è stato particolarmente difficile stabilire il vincitore. Abbiamo esaminato, analizzato, considerato tutto ma non eravamo mai d’accordo. Siamo stati fin verso le due di notte a discutere e abbiamo dovuto dare due menzioni in più a due film che ci erano piaciuti tantissimo. Insomma avevamo finito i premi a disposizione! Stranamente sono stati più i film drammatici che quelli brillanti. Alla prima edizione un giurato ci rimproverò del contrario. Ma non siamo noi a decidere. Nel senso che cerchiamo di prendere il meglio di quello che ci arriva, e in questa edizione su 120 film quelli a nostro avviso migliori non brillavano certo per humour e battute. Anzi. Ma gli spettatori hanno dimostrato di gradire i film che abbiamo selezionato, sebbene poi, ad aver vinto proprio il premio del pubblico, sia stato un film poetico e divertente “Due piedi sinistri” con la regia di Isabella Salvetti.

Il Fabriano Film Fest ha lo scopo di valorizzare il cortometraggio  e favorirne la sua diffusione al grande pubblico. Quanto sono importanti queste iniziative soprattutto per mettere in luce i giovani talenti?

Sono fondamentali. Valorizzare i primi tentativi di un regista che si “esercita” in un film breve sono necessari proprio per dar valore a questi sforzi. Sforzi che alle volte creano dei veri capolavori. Brevi. Ma sempre capolavori. Ma attraverso il film breve si possono veicolare dei messaggi che sono sì rapidi, ma altrettanto efficaci. E questo vale soprattutto per gli spettatori giovani. Quello che vorremmo, sarebbe riuscire a portare i cortometraggi nelle sale. Raggiungere dunque un numero di spettatori sempre maggiore. A questo ci stiamo adoperando. Insomma il Fabriano Film Fest crescerà. Di sogni sono pieni i nostri cassetti, e piano piano li tireremo tutti fuori.

Avrai sicuramente in mente nuove progettualità ed iniziative per la prossima edizione. Puoi darci qualche anticipazione?

Idee ne abbiamo tante. Sicuramente un appuntamento con i corti cortissimi, sotto i tre minuti. Poi avremo una sezione di film di animazione, con dimostrazioni e interviste di realtà operanti in questo ambito sul territorio marchigiano. Stiamo cercando una nuova location per il festival, o forse più location, dato che vorremmo avere momenti diversi anche in contemporanea o quasi tra di loro, coinvolgendo diversi luoghi della città. Sicuramente torneremo ai provini condotti da un o una famosa casting. I provini saranno preceduti però da lezioni aperte di recitazione e dizione. Pensavamo anche di selezionare i migliori provini, montarli, e a parte la soddisfazione di premiarli la stessa giornata delle premiazioni ufficiali dei film,  inviarli a casting director per poterli usare come riserva di ruoli minori e comparse sul territorio. Vorremmo dare una dimostrazione di trucco da set (invecchiamento, ferite ecc); potrebbe essere molto divertente e suggestivo per un pubblico di non addetti ai lavori. Vorremmo essere presenti maggiormente nelle scuole. L’esperimento di quest’anno negli istituti superiori con le pillole di lezioni per girare un film (una collaborazione tra noi e Cahier du Cinéma) ha avuto dei risultati sorprendenti. E noi vorremo fare meglio. Di più soprattutto. Ci piacerebbe abbinare al festival delle mostre a soggetti diversi, sempre legate al cinema. Le idee sono tante e in continuo divenire.

Visto il successo di questo festival possiamo cominciare a pensare a Fabriano come capitale internazionale del cortometraggio?

Credo che non ci si debba fermare mai, che sia importante guardare avanti, sempre, e pensare in grande, sempre. Non so esattamente quello che il Fabriano Film Fest diventerà. So che ora è un festival serio, dove quello che si fa lo si fa per passione, per fede, per amore. Portando avanti questo progetto nel modo migliore tra mille difficoltà. Nel Fabriano Film Fest la scelta dei film viene fatta su criteri di puro merito. Artistico o tecnico questi sono dettagli. I film possono venire da dietro casa o dal lontano oriente, anche questi sono dettagli. Quello che conta è che tutto ciò che portiamo avanti lo facciamo perché crediamo sia il meglio che possiamo dare o fare con i mezzi che abbiamo a disposizione. Quello che noi vorremmo diventasse il FFF è un appuntamento importante per i filmmakers e per il pubblico, un momento di incontro, dialogo. Scontro, perché no. Sicuramente un momento di crescita personale e professionale.

Gigliola Marinelli

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