SUI PASSI DEI GALLI SENONI, DA SENTINUM A CIVITALBA

Non è la solita passeggiata quella proposta dal Gruppo Archeologico di Sassoferrato sabato 16 maggio. E’ un omaggio alla nuova esposizione museale dedicata al frontone del tempio di Civitalba che si terrà venerdì 15 maggio presso il Museo Archeologico Nazionale di Ancona. L’evento si chiama: “Civitalba. Un tempio per la vittoria” e s’inscrive nel quadro degli eventi per Expo 2015. Pertanto questa passeggiata si presenta come una lettura nel paesaggio di quello che il museo con i suoi reperti ci racconta su chi, secoli fa, popolava le nostre colline e monti. La passeggiata lungo le antiche vie dei Galli Senoni, degli umbri e dei romani è organizzata dai gruppi archeologici d’Italia, in collaborazione con la soprintendenza Archeologica delle Marche, con i Comuni di Sassoferrato ed Arcevia, il Liceo Scientifico V.Volterra di Sassoferrato, l’associazione valle del Sentino e l’AVIS Sassoferrato. Ecco il programma di sabato mattina a Sassoferrato. “Si parte sabato alle ore 10 dalla romana Sentinum direzione la celtica Civitalba, luogo del ritrovamento del frontone del tempio che commemora la vittoria dei romani contro la lega gallo-sannita – spiega Vincenzo Moroni, il presidente del gruppo archeologico Umbro- marchigiano”. Prima sosta e pranzo al sacco presso la sala parrocchiale di San Giovanni, poi Civitalba dove Federico Uncino curerà la presentazione storica e guiderà la visita dell’area archeologica. Una mostra fotografica dei reperti di Civitalba sarà allestita presso il salone dell’Ostello Oasi del vento, struttura all’interno dell’area archeologica di Civitalba”. E per chi vuole approfondire, ecco come la Soprintendenza archeologica delle Marche presenta in un suo comunicato quest’importante reperto.

Il frontone e il fregio del tempio di Civitalba

Il tempio di Civitalba sorgeva su un colle che sovrastava la piana di Sentinum dove, all’indomani del sacco gallico di Roma del 373 a.C., aveva avuto luogo la storica battaglia vinta dai Romani contro la coalizione di Galli Senoni, Etruschi, Umbri e Sanniti nel 295 a.C. A questo episodio, cui seguì la romanizzazione del territorio fino ad allora controllato dai Galli, allude non velatamente la narrazione del fregio del tempio, dove è raffigurato ad altorilievo lo scontro tra divinità e gruppi di guerrieri, chiaramente riconoscibili come Celti per le loro caratteristiche acconciature (capelli lunghi con creste sollevate, baffi spioventi), gli abiti e le armi (tuniche di pelliccia, scudi quadrangolari oblunghi). Nella sequenza, dominata dall’intenso dinamismo dei personaggi, impegnati nella lotta o nella fuga, è evidente la disfatta dei Celti che battono ormai in ritirata abbandonando il bottino appena trafugato, travolgendo con il carro i loro stessi compagni e soccombendo infine alla furia delle divinità. Nella rappresentazione viene identificata la narrazione del mancato saccheggio del santuario di Delfi da parte dei Galli nel 279 a.C., difeso – stando alle fonti – da Apollo e le “vergini bianche”, da Artemide e Athena Pronaia e dagli eroi miracolosamente risorti, tra cui era Pirro-Neottolemo, figlio di Achille, sepolto nello stesso santuario. Durante la notte Pan avrebbe assalito con il sacro terrore, il panico, le schiere dei Celti. Il fregio di Civitalba equipara dunque le grandi vittorie sui Galati, celebrate dai sovrani attalidi, alla vittoria sui Celti avvenuta in suolo italico, conferendole in tal modo un’aura mitica. Nel frontone del tempio una scena realizzata ad altissimo rilievo ospitava una rappresentazione dionisiaca, dove satiri e ninfe dormienti sono sapientemente disposti in un contesto campestre, e circondano un gruppo centrale, purtroppo perduto, dove forse era narrata la scena del risveglio di Dionysos Lyknites sul monte Parnaso o, secondo altri, la ierogamia di Dioniso e Arianna. Il culto di Dioniso a Delfi, già attestato dalla rappresentazione del dio nel frontone occidentale del tempio del IV sec. a.C., venne ulteriormente rinvigorito dalla celebrazione della dinastia pergamena degli attalidi, che a Dioniso facevano risalire la propria dinastia. E alla tradizione della grande arte pergamena sono riconducibili sia lo stile, sia numerosi modelli iconografici presenti sia nel frontone, sia nel fregio del tempio di Civitalba. La scena del frontone si ricollega così alla narrazione del fregio, in un coerente insieme unitario, che fa riferimento al contesto santuariale delfico ed esalta la figura di Dioniso quale divinità affiancata Apollo

Inaugurazione – Museo Archeologico Nazionale delle Marche – 15 maggio 2015 ore 17.00
Museo Archeologico Nazionale delle Marche

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