CHIUDONO AZIENDE A FABRIANO, SASSOFERRATO E GENGA

Le imprese fabrianesi sono allo stremo e continuano a chiudere. L’onda lunga della crisi non conosce soste e a pagarne le conseguenze sono le piccole e medie imprese del comprensorio. Lo denuncia l’Ufficio Studi di Confartigianato che ha diffuso i dati dell’artigianato locale relativi al primo trimestre 2015. Nel Comune di Fabriano, in tre mesi, hanno chiuso 19 attività artigiane, mentre sono 16 in tutto le nuove aperture, con un saldo ancora negativo. “Il calo delle commesse e la mancanza di liquidità ha eliminato parte delle aziende della subfornitura – spiega Simone Clementi, segretario Confartigianato Fabriano – e quelle che sono sopravvissute all’urto più duro della crisi sono andate avanti tra sacrifici dando prova di grande coraggio.” Le costruzioni sono il comparto più in affanno. Segno meno anche per manifatturiero, servizi alle persone e alle imprese. Numeri negativi anche a Sassoferrato dove si registrano 6 chiusure e a Genga dove hanno chiuso i battenti 2 attività. “Abbiamo bisogno – sostiene un artigiano – di una classe politica che ci faccia respirare un po’ perché con tasse, nuove leggi e burocrazia non ce la facciamo più.”

NELLE MARCHE

In calo nelle Marche le imprese che cessano l’attività, ma sono sempre meno anche quelle che nascono. Il risultato è un sistema produttivo che nei primi tre mesi del 2015 perde 1.394 aziende mentre nello stesso periodo dell’anno precedente il calo era stato di 1.628 imprese. Tra gennaio e marzo, secondo i dati Infocamere diffusi da Unioncamere, le imprese marchigiane che hanno cessato l’attività sono state 4.397, mentre le nuove aziende sono state 3.003, con un saldo negativo di 1.394 imprese. In un contesto di difficoltà, sottolinea l’Unioncamere, è rimasto praticamente stabile il numero delle cooperative in attività nella regione (da 2.594 a 2.592) mentre un segnale incoraggiante è dato dalle 14 start up innovative che sono state costituite nel primo trimestre dell’anno, in crescita rispetto alle 8 start up nate nello stesso periodo del 2014. Altro segnale positivo viene dalla diminuzione delle imprese fallite: tra gennaio e marzo sono state 108 mentre nel primo trimestre del 2014 erano state 148 (-40 pari al 26,5 per cento). Nessuna regione ha fatto meglio delle Marche e solo Toscana (-18,1) e Piemonte (-13,8) si avvicinano al dato marchigiano, mentre a livello nazionale i fallimenti calano di appena lo 0,5 per cento. (Ansa)

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