URBANI: ‘PROMUOVERE L’ARTIGIANATO DI FABRIANO NEI MERCATI MONDIALI’

Un territorio fortemente colpito dalla crisi, un’emergenza povertà che segnala un aumento di “nuovi poveri “ anche nel nostro comprensorio. Ne abbiamo parlato questa settimana con Urbano Urbani, presidente di Airforce e di Made in Fabriano Academy, consigliere comunale Nuovo Centro Destra, un imprenditore che ci aiuterà a comprendere quali possibili progetti siano necessari per cercare di fronteggiare questo periodo di forte disagio economico e sociale.

Urbani, il nostro territorio sta affrontando una crisi economica ed occupazionale che riporta dati inquietanti. Cosa dobbiamo aspettarci nel breve periodo e quali consigli si sente di dare come imprenditore per fronteggiare anche l’emergenza sociale della “nuova povertà”?

La situazione del nostro territorio è estremamente grave e preoccupante. Una crisi come questa potrebbe essere paragonata a crisi mondiali vissute anche nel secolo scorso e solo la volontà congiunta di tutte le forze sociali e politiche può modificare. Le divisioni non servono. Al riguardo voglio ricordare a tutti una lettera scritta da Albert Einstein decine di anni fa che descrive chiaramente come affrontare una crisi. Quello che emerge da quella lettera è chiaro: piangersi addosso non risolve una crisi. Sono le idee che possono nascere nei momenti difficili. Sono le idee che possono ribaltare una situazione negativa. Poi, sono la volontà e la forza congiunta che possono dare corpo e vita ad una idea. Senza idea, senza volontà e senza partecipazione non si supera una crisi come questa. L’emergenza sociale sta esplodendo e qui il compito delle istituzioni deve essere chiaro e rispettoso. Aiutare si, ma aiutare chi veramente vive in difficoltà. A volte i documenti, le dichiarazioni, lo stato ISEE non rappresentano veramente lo stato reale del bisogno. Voglio ricordare quello che è stato smascherato in un campo nomadi finanziato con soldi pubblici, dove diciassette famiglie “povere “ avevano quasi quattro milioni di euro depositati in banca. Chiaramente questa non sarà la situazione del nostro territorio e del nostro Comune ma l’attenzione su questo punto deve essere alta. Il Fondo di Solidarietà istituito dall’amministrazione Sorci non è riuscito a distribuire tutti i soldi a disposizione. Molti che avevano fatto domanda non avevano le caratteristiche per ottenere un contributo. Cosa significa? Era un’abitudine? Domandiamocelo e nello stesso tempo controlliamo.

Parliamo dell’ambizioso progetto “Fabriano Fabbrica Etica” da lei fortemente voluto : può spiegarci in cosa consiste e quali sono gli obiettivi principali che si propone?

Il progetto “Fabriano Fabbrica Etica” è un’idea che mira alla richiesta di una Zona Economica Speciale (ZES) perché questa è necessaria per il rilancio del nostro territorio ed è il momento opportuno per richiederla ed ottenerla. Il progetto mira a creare le condizioni per una competitività etica, favorendo la rilocalizzazione e creando nuove attività nel nostro comprensorio. Questo potrà ridare economia a TUTTI, ripeto a TUTTI gli attori di un sistema industriale, artigianale, commerciale, turistico, agricolo e sociale perché il progetto non esclude nessuno. Il progetto è stato presentato ed approvato in Consiglio Comunale, ed è stato incaricato il sottoscritto di guidare un gruppo di lavoro per trasformare l’idea in un programma tecnico da presentare, assieme con le associazioni di categoria, al MISE (Ministero per lo Sviluppo Economico), richiedendo la ZES come strumento per la realizzazione di tutta l’idea. Colgo l’occasione per dire a tutti che questo è il momento di unire le forze e lavorare su questo progetto, che può essere ampliato, modificato e condiviso, perché proprio tutti possono dare il loro contributo. Questa è partecipazione. Se poi, il MISE non riterrà opportuno caratterizzare il nostro territorio come ZES, se ne assumerà le responsabilità e le eventuali conseguenze.

La storia economica di Fabriano è stata costruita da artigiani ed imprenditori coraggiosi : si riesce attualmente a creare un sistema di reti e sinergie tra imprenditori, artigiani ed amministratori volto a risollevare il territorio da questo impoverimento economico e produttivo?

La storia economica di Fabriano è sì caratterizzata da imprenditori coraggiosi e da tanti artigiani che li hanno seguiti, ma questo non è bastato ed è sotto gli occhi di tutti. A volte, tanti artigiani in pratica erano reparti distaccati con un unico cliente. Era un modello che ha sicuramente dato tanto al territorio, ma quando una crisi globale ha messo in ginocchio qualche grossa realtà il sistema è crollato, perché tanti artigiani non avevano un mercato per i loro prodotti. Anzi, molti di loro pur avendo una grande professionalità, non avevano né un proprio prodotto né un proprio marchio. Per affrontare una situazione così grave occorre dare una connotazione al nostro territorio ed anche per questo è nato il marchio “Made in Fabriano“ ..…”ove creatività ed arte hanno secoli di storia“ .Oggi ci sono 350 aziende che si sono iscritte al MIF, che possono esprimere attraverso questa rete il loro potenziale e presentare i loro prodotti o servizi. Qui, però, lasciatemi dire che il Sindaco e la Giunta hanno spesso pensato che il MIF fosse un mio personale strumento. Errore clamoroso. Made in Fabriano anziché essere osteggiato dovrebbe essere considerato e preso a braccetto per portare avanti una rete di imprese reale e rappresentativa di tanti settori. Basta con le gelosie settoriali. Basta con le invidie e gli sgambetti. Non è più il momento. Ora dobbiamo concentrare le attività su pochi punti ma realizzabili, di seguito descritti.

  1. Fiere multi-aziendali. Significa creare gruppi di artigiani e piccole aziende che possano condividere spazi fieristici, soprattutto all’ESTERO, dividendo le spese e unendo le forze per farsi conoscere non solo nel proprio territorio ma al mondo intero, utilizzando anche gli appropriati finanziamenti erogati dall’Europa.

  2. Attivare una scuola di formazione artigianale ed imprenditoriale congiunta. Oggi ogni giorno sento parlare di Start Up promosse dai più svariati soggetti. Uniamo tutto questo perché con le frammentazioni non si realizzano cose importanti, ma spesso solo interessi particolari e settoriali.

  3. Promuovere l’artigianato di competenza nei mercati mondiali, sfruttando il riconoscimento dell’Unesco “Città Creativa“. E’ ora di muovere tutte le leve a disposizione, altrimenti di creativo, a Fabriano, rimane solo la disoccupazione. La cultura, l’arte ed il turismo ad esse collegate potranno sicuramente dare un po’ di respiro a Fabriano, ma non saranno, secondo me, le leve per ricollocare i seimila disoccupati, inoccupati, cassaintegrati, specializzati nel settore manifatturiero.

  4. Riqualificazione e formazione finanziate per essere realizzate all’interno delle aziende.

Ogni giorno molte persone si rivolgono a lei per richieste di aiuto, per un posto di lavoro, per un sostegno nella realizzazione di attività culturali ed eventi cittadini. E’ presente anche sulla rete attraverso i social network dove racconta e spiega ai lettori la sua attività di imprenditore e le progettualità della sua azienda. Quanto conta la vicinanza ed il dialogo con i cittadini per essere un buon imprenditore ed un amministratore virtuoso?

Vero. Ogni giorno tante persone si rivolgono a noi per i motivi che tu stessa hai descritto. Noi cerchiamo di fare la nostra parte, ma non potrà essere Airforce la risoluzione per tutti i problemi di Fabriano. Io sono presente sui social network e inserisco qualche post relativo alla nostra attività solo per trasmettere un po’ di positività in questo momento. Ora abbiamo lanciato l’iniziativa “Una passeggiata in azienda, un caffè e una chiacchierata“: un modo per partecipare e magari creare. Concludo queste mie considerazioni col dire che io non ho la pretesa di insegnare e di profetizzare. Se qualche suggerimento può essere condiviso, sarò felice e anche a disposizione. Poi, se non porterà alcun vantaggio, sarà come lo sciroppo per la tosse. Se non vi avrà guarito totalmente, non vi avrà certo fatto male.

Gigliola Marinelli

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