IL CONCETTO DELLA POLITICA MODERNA – di Paolo Gionchetti

La Politica, parola-simbolo che si ritrova in diversi contesti, simboleggia quel processo di costruzione della realtà, nell’intento di un adesione agli opposti schieramenti con un ordinamento politico, che legittima la propria visione di pensiero e azione per una giusta “disobbedienza civile”, come affermava Henry David Thoreau (1817-1862). Il noto scrittore americano, nel suo saggio, teorizzava che la ribellione della coscienza, per una causa giusta, è un atto dovuto dall’essere umano. Per questo la politica della “polis”, ne diviene conoscenza unitiva, per valori e ideologie con un agire cosciente dell’individuo – come l’aderire ad un partito mosso da emozioni per una dimensione simbolica – che determina la propria formazione ideologica-culturale…con lo spirito dell’idealismo…come forma di percezione. Tramutandosi in una visione emanazionistica per una certa andatura della vita con dei principi che possono richiamarsi al regolamento dell’individuo. Per una forte compattezza e unione dell’individuo, la politica deve rimanere espressione di massa. Sono elementi oggettivi concreti, che possono indurre il cittadino ad una giusta rappresentazione. Con i vari fatti di cronaca, però, il cittadino si allontana disgustato, perché non si sente più tutelato e nè tantomeno rappresentato da una politica di comportamenti marci. La sensazione continua è quella di veder gettare la spugna ai propri ideali e costrutti morali, distaccandosi dal proprio orientamento. Una politica decontestualizzata, senza punti fermi, in una realtà indifferente, disorientata con un forte senso di smarrimento-avvilendone le persone. Una società malata, senza quadri di riferimento, diviene il riflesso della crisi nell’uomo, in una condizione di provvisorietà. Il valore morale, è un atto di coscienza dell’individuo, uno stato di purezza spirituale ripercorribile solo con la concezione individuale dell’uomo…che non vuole adeguarsi alla realtà… Martin Heidegger (1889-1976) importante filosofo tedesco, nella sua opera principale “Essere e Tempo”, enunciava che “l’essenza dell’Esserci consiste nella sua esistenza”. Quindi bisognerebbe uscire da quelle logiche imposte con il presupposto di costruire un avvenire migliore. Rivalutando tutte quelle forme di rappresentazione vitali, che sono la mobilitazione e l’incontrarsi. Fondendo la corporeità della politica, come contenuto e mezzo di rappresentazione.

Paolo Gionchetti

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