CASO FARMACIA COMUNALE MATELICA. CANIL: “SCUSATE SE HO LAVORATO PER IL BENE DEI CITTADINI”

Nell’ultima seduta del consiglio comunale si è tornati a parlare della vicenda della farmacia comunale e dell’autorizzazione rilasciata da Sparvoli a Mauro Canil, ex vicesindaco e titolare della delega, di utilizzare a titolo completamente gratuito un proprio dipendente per aiutarlo nella gestione informatica della farmacia comunale. Nel corso dell’Amministrazione Sparvoli, la questione è stata oggetto di una interrogazione, firmata da Alessandro Casoni. Successivamente sulla tematica è intervenuta, lo scorso mese di maggio, la Prefettura a seguito di una segnalazione al ministero dell’Interno. Nella missiva della Prefettura inviata all’ex Sindaco si legge: “Si è costretti ad evidenziare che il rapporto posto in essere dal vicesindaco e assessore Mauro Canil con un soggetto esterno ma ai fini dello svolgimento di un’attività per l’amministrazione non esclude in via definitiva gli aspetti retributivi e contributivi tipicamente connessi all’esecuzione di un incarico di lavoro, per i quali l’ente non risultandone manlevato, potrebbe ricevere pretese anche di carattere patrimoniale. In virtù dell’arricchimento beneficiato dall’amministrazione per la prestazione eseguita dal soggetto esterno che ha eseguito la prestazione quanto dal vicesindaco e assessore che avrebbe provveduto a retribuire la prestazione del terzo mediante l’azienda di cui è amministratore unico”. Casoni in sede consiliare ha presentato una interpellanza al Sindaco Alessandro Delpriori, affinché faccia chiarezza sull’intera vicenda pretendendo ulteriori garanzie e la sottoscrizione di un accordo per siglare un patto scritto tra la F.I.D.E.A., il dipendente M.M. e il Comune onde evitare che entrambi questi soggetti possano procedere e avanzare delle pretese di carattere patrimoniale per il lavoro svolto. Alessandro Casoni ha dichiarato: “Bisogna agire in via di regresso per salvaguardare il bilancio comunale. Se questo accordo viene accettato si porrebbe finalmente una pietra tombale su questa annosa vicenda”. Fortemente indignato Mauro Canil, che in seguito a queste dichiarazioni e all’atteggiamento tenuto da Casoni in sede consiliare, ci tiene a fare chiarezza e a puntualizzare alcune questioni. “Scusate se abbiamo lavorato per il bene dei cittadini. Non vedo alcuno svarione sulla vicenda. Il mio dipendente ha lavorato per me, soltanto per me, ed ha contribuito a portare alla luce dei problemi all’interno della farmacia. Solo nel primo anno sono stati evidenziati e segnalati più di mille pezzi movimentati manualmente, senza passare per i normali documenti di magazzino, e la presenza di vendite senza emissione di scontrino fiscale. Molte cose preoccupanti sono venute alla luce. Ne abbiamo parlato con la Direttrice che ci ha dato le sue spiegazioni e le abbiamo accolte tranquillamente. Dopo queste verifiche, però, guarda caso, l’anno successivo questi errori si sono ridotti di cinque volte”. Prosegue Canil: “Né ora né in futuro, ho intenzione di avanzare alcuna pretesa economica per un servizio che è stato ottimizzato e svolto a favore della cittadinanza, stessa cosa vale per il mio dipendente. Non sottoscriverò nessun accordo perché non esiste alcuna lite. Il consiglio comunale non deve essere un’aula di tribunale dove si punta il dito contro qualcuno come è stato fatto in questo caso. Sarebbe, sicuramente, più costruttivo risolvere i problemi rilevati grazie all’opera svolta dal mio collaboratore, piuttosto che perdere tempo su questioni inutili sollevate dall’attacco di Casoni, che tende ad evidenziare aspetti già chiariti e non mostra, invece, i risultati positivi dell’indagine svolta. I dati importanti da mettere in risalto sono che il controllo effettuato dimostra che il lavoro svolto ha permesso un maggiore controllo della farmacia e, di seguito, una corretta gestione finanziaria della stessa. Pur di chiudere questa polemica, ho fatto un gesto che ritengo assolutamente superfluo: al termine del mio intervento ho fatto protocollare le dichiarazioni della F.I.D.E.A. e del mio dipendente che certificano ufficialmente che non chiederemo compensi per i servizi svolti per il Comune di Matelica e per il bene dell’intera cittadinanza. Sono un uomo che ha sempre mantenuto la parola data.

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