IL COMUNE DI FABRIANO APPROVA IL PIANO DI CONTINUITA’ OPERATIVA

Tutti sanno che le calamità naturali: terremoti, alluvioni, frane ecc. possono, nel giro di pochissimo tempo, rovinare l’equilibrio e l’economia di una intera città oltre che causare terribili stragi. Quello che è successo lo scorso mese a Senigallia è la dimostrazione che purtroppo a volte possono bastare pochi giorni di forti piogge per mandare in tilt una città che dal 1976 non viveva una tale situazione. Ovviamente tutti ci auguriamo che certi avvenimenti non succedano mai ed è giusto sperare di non essere vittime di calamità, ma la prevenzione è l’unica arma che possiamo utilizzare contro situazioni che sono ingestibili per l’uomo. E’ fondamentale preoccuparsi e lavorare nei giorni di normalità per vivere sempre in sicurezza e cercare di risolvere i problemi piuttosto che accrescerne il numero quando si vive una situazione di emergenza. Si possono dunque riconoscere meriti al Comune di Fabriano che ha approvato nei giorni scorsi il piano di Continuità Operativa (PCO) lavorando in modo tale che la città possa acquisire la capacità di adattarsi e gestirsi prima che una situazione di rischio la costringa a farlo. Il Codice dell’Amministrazione Digitale prevede, all’articolo 50 – bis, che in relazione ai nuovi scenari di rischio, alla crescente complessità dell’attività istituzionale caratterizzata da un intenso utilizzo della tecnologia dell’informazione, le pubbliche amministrazioni predispongano un piano di emergenza in grado di assicurare la continuità delle operazioni indispensabili per il servizio e il ritorno alla normale operatività. La Continuità Operativa è l’insieme di attività volte a minimizzare gli effetti distruttivi o comunque dannosi, di un evento che ha colpito un’organizzazione o parte di essa, garantendo la continuità delle attività in generale. La sfera di interesse della continuità operativa va oltre il solo ambito informatico, interessando l’intera funzionalità di un’organizzazione ed è pertanto assimilabile all’espressione “business continuity”. Per quanto riguarda l’ambito informatico esiste un piano specifico di Disaster Recovery che comunque è un piano di Continuità Operativa perché stabilisce le misure tecniche organizzative per garantire il funzionamento dei centri di elaborazione dati e delle procedure informatiche rilevanti in siti alternativi a quelli di produzione. Per Continuità Operativa si intende in sintesi l’insieme di attività volte a ripristinare i servizi dell’ente, l’operatività del sistema informatico,  la predisposizione degli spazi operativi, l’organizzazione delle risorse umane necessarie sia per il suo funzionamento della macchina comunale in emergenza sia per l’attivazione di tutte le procedure in grado di ripristinare l’organizzazione nelle condizioni precedenti ad un evento disastroso. La Continuità Operativa è parte integrante dei processi e delle politiche di sicurezza di un’organizzazione; è dunque l’insieme delle attività e delle politiche adottate per ottemperare all’obbligo di assicurare la continuità nel funzionamento dell’organizzazione. Questo piano garantisce per i cittadini almeno i servizi essenziali di cui si occupa il comune nei giorni di normalità e prevede inoltre che a gestire le problematiche che ci sono durante uno stato di crisi siano: il Comitato di Gestione della crisi, il Gruppo di Supporto e il Responsabile della Continuità Operativa. Il Comitato di Gestione della crisi è un organo al quale affidare le principali decisioni relative all’applicazione dei piani di continuità e di Disaster Recovery e deve inoltre supervisionare le attività delle risorse coinvolte. Questo Comitato può delegare un “Gruppo di supporto” costituito da tecnici che gestiscono e approvano il piano di Continuità Operativa. Le funzioni del Gruppo di Supporto sono molteplici e di notevole importanza; studia gli scenari di emergenza e definisce strategie di rientro, attua attività di divulgazione e sensibilizzazione sui temi della continuità, si occupa inoltre anche di funzioni più specifiche che riguardano ogni ambito della gestione. Le principali attività relative alla Continuità Operativa vengono affidate ad un Responsabile che dovrà avere una posizione dirigenziale all’interno dell’ente e secondo uno specifico studio profilo, individuato dal Disaster Recovery International Institute (DRII), saper gestire la situazione di crisi. Fabriano è per il momento uno dei pochi comuni che hanno approvato questo piano. “Il modello organizzativo e procedurale adottato dal Comune di Fabriano è sicuramente flessibile ed esportabile anche in altre realtà comunali limitrofe, come il nuovo spazio che ospita le infrastrutture di emergenza che può essere condiviso ed utilizzato anche da altri enti sulla base del modello organizzativo di “Muto Soccorso” definito nelle linee guida dell’Agenzia per l’Italia Digitale.” Afferma Mario Paglialunga, assessore all’informatica e software libero della città di Fabriano: “L’idea è quella di poter condividere l’esperienza con altri comuni della zona, come quelli della Comunità Montana, anche attraverso la messa a fattor comune delle principali infrastrutture tecniche di supporto, indispensabili per fronteggiare un’emergenza. Inviteremo dunque i Sindaci delle zone limitrofe ad un confronto su questi temi legati all’innovazione e alla definizione di un modello unico condiviso, utile per gestire le situazioni di emergenza dell’intero territorio montano. Credo che la condivisione delle esperienze degli enti e delle infrastrutture tecnologiche possano garantire dei processi efficienti, economicamente sostenibili e soprattutto possano accrescere il livello di sicurezza e l’efficacia delle azioni in scenari di emergenza.” Aggiunge Paglialunga.  I siti del Piano di Continuità Operativa sono connessi tra di loro in una rete studiata accuratamente che si collega tra l’ex scuola Allegretto Nuzi, il Palaguerrieri, Il Foro Boario. Collegamenti specifici sono presenti anche all’interno di uno stesso edificio attraverso siti primari e siti secondari. E’ importante garantire almeno i servizi principali ed essenziali ad una città in difficoltà colpita da una calamità e bisogna provvedere e pensare a come agire prima che sia troppo tardi, durante una situazione di normalità. Per fronteggiare l’emergenza e per preparare questo piano non si è agito di intuito, ma è stato studiato accuratamente ogni particolare riguardante gli step da compiere in situazioni di emergenza. Ci sono delle precise procedure operative che stabiliscono cosa si deve fare, come ed entro quanto tempo. Esistono delle vere e proprie Istruzioni Operative e dei Modelli che innanzitutto spiegano e indicano quando una situazione si può gestire senza stato di crisi. Il PCO va verificato almeno una volta all’anno simulando dei possibili eventi disastrosi. E’ fondamentale verificare e mantenere questo piano e per farlo bisogna collaborare cercando di capire l’importanza di tutelare i cittadini da situazioni pericolose e di emergenza; è per questo che tutti i servizi e settori sono tenuti a contribuire e partecipare alla simulazione per verificare le procedure previste del PCO.

Francesca Agostinelli

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