Un presidio davanti l’Agrario Vivarelli di Fabriano
Il gruppo di minoranza Fabriano Progressista ha effettuato un presidio davanti l’Istituto Tecnico Agrario Vivarelli di Fabriano. Affissi manifesti per chiedere conto dei lavori in corso al Convitto della scuola. “Dopo 143 anni quale sorte per l’Agrario? Senza Convitto non c’è il Vivarelli. Le istituzioni devono supportare le zone montane in difficoltà. Ridateci la nostra scuola”. Sono alcune delle frasi che si leggono sui cartelli che sono stati affissi all’ingresso della storia struttura sita in via Dei Cappuccini. Il gruppo denuncia: «Lavori ammalorati perché non hanno messo in sicurezza il tetto: l’ispettorato ha chiuso il cantiere per impalcature non a norma. Non sappiamo ancora se termineranno i lavori prima dell’inizio dell’anno scolastico, non sappiamo neanche dove saranno alloggiati gli studenti iscritti. L’Istituto Vivarelli è un bene comune della città e uno dei più preziosi: dobbiamo difenderlo» l’affondo del consigliere Vinicio Arteconi che chiede conto di questa situazione sia alla Provincia che al Comune. Dell’argomento si parlerà anche in consiglio. Ricordiamo che l’anno scorso il Comune ha formalizzato la concessione temporanea dell’immobile comunale di via Saffi, già sede della ex casa albergo San Biagio, alla Provincia di Ancona. La struttura ha accolto il convitto Vivarelli per l’anno scolastico 2025-2026, consentendo lo svolgimento regolare delle attività durante i lavori di miglioramento sismico della sede originaria. Il trasferimento temporaneo è stato richiesto dalla Provincia che ha individuato l’edificio fabrianese come sede idonea a ospitare gli studenti convittori nel periodo compreso tra settembre 2025 e giugno 2026. Nei giorni scorsi c’è stato anche un appello della comunità educante dell’Itas. «Dal primo settembre prossimo la scuola superiore dovrà riprendere possesso dei locali del Convitto, ma lo stato di abbandono e incuria del cantiere, mette a repentaglio le normali attività previste dal primo settembre». L’agraria chiede «a gran voce che, nei giorni che ci separano dalla ripresa delle attività, vengano realizzati tutti gli interventi necessari alla conclusione dei lavori» evidenziando che «la mancata predisposizione di misure di protezione durante il rifacimento del tetto ha causato e continua a causare ad ogni precipitazione continui allagamenti e deterioramenti dei lavori già realizzati».

