Electrolux, le speranze di Cerreto d’Esi nel summit ministeriale di oggi
Uno sciopero del personale della fabbrica di Cerreto d’Esi con il corteo all’ingresso di Fabriano Est, a due passi dallo svincolo SS 76. «Siamo pronti a tutti» le parole degli operai del sito produttivo Electrolux che dovrebbe essere chiuso con ben 170 esuberi diretti più l’indotto. La mobilitazione di ieri mattina, con rallentamenti alla circolazione, è stata organizzata dai sindacati a 24 ore da quello che potrebbe essere l’ultimo summit ministeriale prima della pausa estiva. L’appuntamento al Mimit, infatti, è per oggi alle 10, alla presenza del ministro Urso, dei sindacati nazionali e locali, della multinazionale svedese e delle istituzioni. “Cerreto d’Esi non si chiude, non si vende, la fabbrica si difende. Lavoratrici e lavoratori in lotta per difendere il proprio futuro e quello dell’industria di tutto il Paese” è il testo del volantino distribuito con l’invito a interrompere la delocalizzazione all’estero. E’ stato ribadito il no a qualsiasi decisione contro il sito produttivo di Cerreto d’Esi. Dopo tre tavoli ancora non si è arrivati a nulla di buono per la fabbrica del comprensorio fabrianese visto che al momento non ci sono alternative alla chiusura. «Siamo in lotta perché bisogna salvare la fabbrica. Le lavoratrici ed i lavoratori in questi anni già fatto la loro parte con tanti sacrifici, adesso tocca all’azienda in primis ed alle istituzioni. Servono fatti concreti. L’azienda tolga dal tavolo la chiusura di Cerreto d’Esi e inizi una trattativa vera, la politica renda sostenibile produrre cappe a Cerreto d’Esi ed elettrodomestici in Italia» ha detto Pierpaolo Pullini, Fiom Ancona. Per Mauro Masci, segretario Fim Cisl Marche, «l’iniziativa di oggi (ieri, ndr) è stata dettata dall’ennesima furbata aziendale che continua, malgrado l’impegno preso al Mimit, a esternalizzare codici di produzione e inoltre a tenere alta l’attenzione verso un territorio già dilaniato da crisi profonde dell’industria e della manifattura». Secondo Isabella Gentilucci, Uilm Ancona, «lo sciopero con la manifestazione a Fabriano dei lavoratori dell’Electrolux di Cerreto d’Esi ci fa arrivare uniti a Roma, al Mimit, dove chiederemo al Governo e alle regioni di mettere in campo misure a sostegno del settore degli elettrodomestici per risolvere la vertenza e scongiurare la chiusura di Cerreto d’Esi». Sulla questione è intervenuto più volte anche il sindaco di Cerreto d’Esi, David Grillini. In merito all’ultimo tavolo al Mimit ha ribadito: «Le risposte arrivate da Electrolux sono del tutto insufficienti e inaccettabili, soprattutto perché lasciano Cerreto d’Esi senza alcuna prospettiva. Non possiamo accettare che a pagare siano ancora una volta le lavoratrici e i lavoratori. Il nostro territorio non è sacrificabile in nome di logiche di delocalizzazione. Chiediamo con forza al Governo di intervenire – ha detto Grillini – e all’azienda di assumersi le proprie responsabilità: servono soluzioni concrete subito. Saremo al fianco dei lavoratori in ogni sede, senza arretrare di un passo».
m.a.

