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La magia delle infiorate fabrianesi

Da ieri pomeriggio in tanti, fabrianesi e non, hanno preso d’assalto le quattro infiorate artistiche del Palio di San Giovanni Battista. La storica manifestazione fabrianese, arrivata alla 32esima edizione, vive i suoi giorni più coinvolgenti. Ora c’è tempo fino al 24 giugno per poter ammirare questi capolavori fatti dai maestri infioratori che già da mesi si stavano preparando alla messa a terra dei fiori. Piu di 100 volontari, in ogni Porta, hanno dato il loro meglio per dar vita a un’opera che quest’anno è dedicata alla “Carta a Fabriano nel Medioevo”. Nel settimo centenario della Pia Università dei Cartai l’edizione del Palio di San Giovanni Battista è dedicata proprio al simbolo della città, la carta. Il via alla realizzazione delle infiorate è scattato sabato alle ore 15. Il termine ultimo ieri a mezzogiorno. Già durante la notte di sabato, con le chiese aperte, in tanti appassionati residenti e turisti, hanno potuto ammirare il lavoro certosino dei maestri infioratori. Queste le location. Porta del Borgo si trova nella chiesa di San Nicolò. Porta Cervara nella riaperta chiesa di San Filippo dopo i lavori di ristrutturazione che si sono conclusi recentemente. L’infiorata di Porta Pisana si trova nella chiesa dei Santi Biagio e Romualdo. Quella di Porta del Piano, infine, nella chiesa di San Benedetto. Oltre alle infiorate la giornata di ieri prevedeva nel pomeriggio il convegno storico in Fondazione Carifac e la mostra sui costumi d’epoca nella Galleria delle Arti, poi alle ore 21 la Giostra dei giochi popolari in Piazza del Comune. Domani in agenda c’è la serata medievale nelle quattro Hosterie, mentre mercoledì sera in piazza del Comune spettacoli di trampoli, fuoco e acrobazie “The Tempest”. Sul palio è intervenuta la sindaca, Daniela Ghergo.
“C’è un gesto antico che a Fabriano si ripete da secoli: quello del mastro cartaio che solleva la forma dal tino e lascia che l’acqua si ritiri, rivelando un foglio nuovo. In quel gesto c’è tutto: la pazienza, la maestria, la fatica, ma anche la promessa che da una materia povera possa nascere qualcosa destinato a durare nel tempo. Un tema, quello della carta, che non è soltanto memoria- sottolinea la prima cittadina – ma riconoscimento di un patrimonio vivo, capace di attraversare i secoli e di parlare ancora oggi al futuro. Perché la carta, a Fabriano, non è mai stata soltanto un prodotto: è stata respiro, gesto sacro del mastro cartaio, personificazione di una sapienza che si è fatta comunità. Il Palio è il ponte tra passato e futuro”.