Cartiere Fabriano, facciamo il punto
I sindacati monitorano la situazione delle Cartiere Fedrigoni di Fabriano. Ad oggi la procedura di licenziamento avviata a gennaio 2025 e che riguardava 174 persone, vede ancora 30 persone in cassa integrazione. Qualcosa si continua a muovere. Dalla fine di febbraio è stato avviato il ciclo produttivo continuo: 7 giorni su 7, 24 ore su 24; in precedenza la produzione si fermava nel fine settimana, il sabato e la domenica. Dopo la chiusura di una macchina continua, la F3, la produzione attuale comprende carte di sicurezza, album da disegno e prodotti correlati. Dalla Cgil, il sindacalista Carlo Cimmino, spiega: “La produzione è giudicata buona e il mercato è ripartito in modo abbastanza convinto. L’azienda ha comunicato notizie positive, generando ottimismo. È in corso la preparazione/formazione degli operai, necessaria per la complessità delle carte prodotte. Intanto la formazione procede. Dopo anni di sostanziale fermo, gli investimenti sono ripartiti”. In attesa dell’arrivo di ulteriori nuove commesse, si monitora l’attività. Riguardo la centrale termoelettrica, ad esempio, c’è da segnalare che l’attuale piccola caldaia limita la produzione di vapore: per questo è stata acquistata una nuova caldaia. Si valuta poi la possibilità di marcia contemporanea delle due macchine rimaste operative e la produzione simultanea di carte di sicurezza e carte da disegno, compatibilmente con la formazione del personale. Prosegue Cimmino: “I nuovi investimenti riguarderanno anche la macchina di produzione “vera e propria” e i reparti di taglio, scelta e allestimento”. A breve servirà da parte della proprietà un aggiornamento sui macchinari fermi o sottoutilizzati nei siti produttivi di Fabriano. La questione internazionale, intanto, non aiuta. Il settore carta in Europa è in difficoltà, eccetto il segmento carta igienica e fazzoletti. In quest’ottica “lo stabilimento di Fabriano presidia una nicchia di qualità (Art and Drawing e Carte di sicurezza), focalizzazione che supporta la resilienza in un mercato generale debole. All’interno del gruppo Fedrigoni, lo stabilimento fabrianese è attualmente quello con maggiore visibilità e con le performance migliori. Ciò – conclude Cimmino, Cgil – migliora le aspettative dopo un 2025 molto difficile. La cassa integrazione è prevista per tutto il 2026, ma permane la speranza di miglioramenti in corso d’anno. Esistono buone possibilità di riassorbimento delle 30 persone in cassa; alcune uscite per pensionamento potrebbero ridurre ulteriormente il numero”.
m.a.

