La festa di Sant’Anna a Collamato
Fabriano – Domenica 26 luglio alle ore 18, in occasione della festività di Sant’Anna sarà celebrata la tradizionale Messa presso l’omonima chiesa rurale di Collamato presieduta dal parroco di Collamato don Leopoldo Crocetti. La chiesa è stata recentemente restaurata grazie ad un Progetto PNRR finanziato dall’Unione Europea Next Generation EU e Regione Marche, ed all’impegno personale della proprietaria Gigliola Marinelli. Sono stati effettuati lavori di rifacimento della pavimentazione interna della chiesa, gravemente compromessa, e dei camminamenti esterni studiati per abbattere le barriere architettoniche e permettere la piena accessibilità alla visita a persone con disabilità motoria e sensoriale. Il plesso è oggi dotato anche di servizi igienici per disabili e di un adeguamento software già operativo per la fruizione innovativa con QR code per l’accesso a file multimediali, nonché a trascrizioni delle informazioni storiche e delle immagini degli affreschi in linguaggio Braille. La Chiesa di Sant’Anna si trova a circa due chilometri dal Castello di Collamato su un piccolo colle che prende il nome della Santa titolare. Nella circostante campagna esisteva un consistente abitato, la cosiddetta Villa di Sant’Anna, scomparsa a seguito di una terribile pestilenza che ne aveva decimato la popolazione nella seconda metà del XIV° secolo. I toponimi tuttora conosciuti come Casarrini (“Casarum Ruinae”) che indica l’antica località dove si estendeva il villaggio, Ospedale (luogo dove probabilmente sorgeva un monastero benedettino femminile sotto il nome di San Pietro) e Cimitero (luogo distante circa 400 metri dalla chiesa dove era stata sepolta gran parte della popolazione decimata dalla pestilenza). Alla chiesa, di origini molto lontane, era annesso un monastero benedettino maschile a cui la chiesa apparteneva e le cui tracce sono tuttora visibili nei resti delle circostanti costruzioni rurali. Si possono notare sui muri pietre nere e quindi più antiche alternate a radi tratti di intonaco e di mattoni che indicano riparazioni più recenti. All’interno della chiesa, nella parete d’altare, si possono ammirare degli affreschi risalenti a diverse epoche di realizzazione. Negli affreschi sono tre gli elementi inneggianti alla madre della Vergine, i due laterali, realizzati da uno stesso autore, ed una Sant’Anna Metterza nella parte centrale, con la Vergine ed il piccolo Gesù, tra San Rocco e San Sebastiano. Nella parte sinistra dell’affresco è raffigurata Sant’Anna Metterza in trono, mentre nella parte destra viene ritratta Sant’Anna con la Vergine Bambina con in mano l’usuale libro (tema che l’artista Antonio da Fabriano aveva trattato a Gualdo Tadino con l’iconografia di Sant’Anna Metterza). Gli affreschi furono commissionati da Anna di Simone Vagni di Cerreto nel 1481, come si legge sotto lo scomparto di sinistra la cui iscrizione, oggi parzialmente leggibile, venne riportata integralmente dallo storico Romualdo Sassi e che recita: [Hoc opus] FIE[ri] FECIT [Anna] SIMONIS VAGNI DE CERRETO A[nno 1481]. Gli affreschi di Sant’Anna sono menzionati anche nella “Guida artistica di Fabriano” del professor Bruno Molaioli ed in diverse pubblicazioni di storia dell’arte. Sono in corso degli studi sugli affreschi per stabilire la paternità degli stessi che, per alcuni elementi e per il linguaggio artistico, possono far riferimento per i due laterali all’artista Antonio da Fabriano ma anche al Maestro di Collamato per la raffigurazione centrale. Sempre dietro l’altare, attraverso uno stretto cunicolo che si apriva sul pavimento, scendendo per circa due metri, si accedeva ad una specie di grotta scavata nell’arenaria: un altro cunicolo collegava la grotta in questione, ai fabbricati retrostanti. I due cunicoli stanno a significare che la chiesa era comunicante con il probabile annesso convento. La Chiesa cattolica, con papa Sisto IV, ha fissato la data della memoria liturgica di Sant’Anna al 26 luglio. Anche la Chiesa ortodossa celebra la festa di Sant’Anna il 26 luglio, Anna e il marito Gioacchino vengono venerati anche dalla Chiesa copta. La Santa è invocata come protettrice delle madri e delle partorienti che a lei si rivolgono per ottenere da Dio un parto felice, un figlio sano e latte sufficiente per poterlo allevare. E’ patrona di molti mestieri legati alle sue funzioni di madre, tra cui i lavandai e le ricamatrici. Sempre molto viva è stata la devozione dei collamatesi per la Santa, sotto la cui protezione si sono posti in tutti i momenti di maggior pericolo, ottenendo sempre l’aiuto richiesto, tanto che tale devozione centenaria è giunta fino a noi. Il prossimo 26 luglio, dopo la celebrazione della Santa Messa delle ore 18.00 presso la Chiesa di Sant’Anna, i collamatesi che desidereranno rimanere al Colle di Sant’Anna potranno fare un picnic proprio come una volta: ognuno porterà qualcosa da mangiare da condividere con gli amici, vicini e con chiunque desideri sedersi alla stessa tavola. Un’occasione per riscoprire il piacere della convivialità e del condividere, nel vero spirito della festa. Entusiasta anche la proprietaria Gigliola Marinelli: “Mi commuove l’amore che i collamatesi dimostrano per questo luogo a tutti noi così caro. Ringrazio i soci del Circolo di Collamato, la loro presidente Giulia Eva Ferranti e tutti gli abitanti del paese per aver avuto l’idea di proseguire, dopo la celebrazione religiosa, i festeggiamenti a Sant’Anna. I lavori di ristrutturazione degli edifici adiacenti la chiesa stanno proseguendo speditamente, ci attiveremo con l’impresa affinchè presto si possa tornare ad organizzare anche i giochi popolari, come una volta. E’ proprio vero quello che hanno scritto per questa occasione gli amici di Collamato, ‘le tradizioni sono il filo che unisce passato e presente’. Con questo spirito invitiamo tutti a raggiungerci il prossimo 26 luglio, con tanta gioia nel cuore”.

