Demolizione capannone, torna a vedersi la chiesa di Sant’Onofrio
Fabriano – Finalmente si vede nella sua bellezza la storica chiesa di Sant’Onofrio, per tutti della Scala Santa. Proseguono, da una settimana, i lavori di demolizione del capannone “del serpente”, tra via Le Povere, via Gentile e via Saffi. L’intervento ha fatto emergere la facciata della Chiesa (che non si poteva vedere) a cui i fabrianesi sono affezionati, incastonata tra la francescana Santa Caterina (sul Castelvecchio) e i Santi Biagio e Romualdo (dove quest’ultimo è sepolto), due luoghi simbolo della spiritualità e della storia della città. La chiesa della Scala Santa, ora più visibile, conserva 14 gradini, tre dei quali contengono frammenti della scala che Gesù salì e scese più volte nell’andare al Pretorio di Pilato. Del capannone, intanto, resta solo la struttura esterna, in quanto è stato già demolito il tetto lavorando internamente per non creare troppi disagi. “La sistemazione di un immobile che deturpa la zona in cui si trova è un altro passo per restituire alla città e ai residenti sicurezza in termini di salute pubblica e bellezza in un’ottica di rivalorizzazione del centro” dice l’assessore, Lorenzo Vergnetta. Da oggi si riparte con il cantiere: c’è il divieto di sosta con rimozione h24, dalle 7,30 alle 18, in via Saffi, in via Gentile, in via Le Povere e alcuni stalli di piazza Manin. Si conta di ultimare in un mese. Previsto l’abbattimento del capannone fatiscente e la successiva trasformazione dell’intera area in una piazzetta per una spesa complessiva 390mila euro (154mila arrivati dal bando Accoglienza turistica 2024). Piuttosto lungo l’iter, con il disappunto dei residenti che in passato avevano anche raccolto le firme in segno di protesta. Nel mese di ottobre 2019 l’approvazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica da parte della Giunta Santarelli. Nel novembre 2022 la rimozione della copertura in amianto. Era il 26 aprile 2016 quando l’allora Asur ordinò di togliere la copertura in amianto dello stabile. Un’ordinanza del sindaco Sagramola dell’8 agosto dello stesso anno stabiliva che i proprietari si sarebbero dovuti attivare entro 60 giorni. Di anni ne sono passati. A breve partirà la fase che farà sorgere una piazzetta in un’area ricca di storia di Fabriano.
m.a.

