Rebus impianti sportivi
Fabriano – Nei giorni scorsi il Comune di Fabriano ha ricordato alle società che in base alla normativa vigente le palestre Mazzini, Collodi e gli impianti PalaFermi (ex centro vaccinale durante la pandemia) e PalaCesari (dove si allena anche la campionessa olimpionica di ritmica, Sofia Raffaeli) non possono ospitare spettatori durante allenamenti o gare al di fuori di atleti e tecnici in quanto non hanno autorizzazione a pubblico spettacolo. Nemmeno a bordo campo, come forse si è fatto. Obiettivo sicurezza. Da più parti si chiede alla sindaca di trovare una soluzione, nel rispetto della normativa, ma tutelando anche familiari dei baby sportivi e tifosi che vogliono seguire da vicino allenamenti e gare. La legge, infatti, per i locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo è chiara. Se la palestra è aperta al pubblico ed ha un affollamento superiore alle 100 persone, prevede spettatori, eventi, gare, tribune ed è soggetta a prevenzione incendi. Le palestre fabrianesi sono tutte superiori ai 200mq e quindi, anche senza pubblico, è prevista la documentazione prevenzione incendi. Si valuta, su questo, lo studio degli uffici comunali e l’eventuale avvio dell’iter burocratico. Stessa disciplina anche per gli impianti superiori ai 200mq, nei quali anche senza pubblico è necessaria la documentazione prevenzione incendi.
Una questione che dovrà essere affrontata in tutta Italia soprattutto dopo i recenti fatti avvenuti in Svizzera che hanno provocato rabbia e dolore. C’è tolleranza zero da parte delle Prefetture in applicazione del PDR 151/2011. Si attendeva per ieri una presa di posizione dell’Amministrazione comunale: per adesso preferisce approfondire le carte e valutare eventuali nuovi provvedimenti. A criticare la decisione della Giunta è il consigliere di minoranza Pino Pariano, gruppo Sorci Fabriano c’è 30001. «Hanno inviato alle società di tutte le discipline che si svolgono al chiuso una nota in cui si evidenzia l’impossibilità ad aprire le porte al pubblico nelle quattro strutture, ma non c’è – dice Pariano – alcun accenno a quanti e quali lavori servono per adeguarle». Tutte di proprietà comunale, hanno svolto, nei giorni scorsi le proprie attività, senza pubblico, dal basket, al volley, dal calcio a 5 ad altre specialità anche individuali. Aggiunge Pariano: «E’ una decisione dall’impatto sociale pesantissimo per i ragazzi già alle prese con la carenza di sani luoghi di aggregazione, ora impossibilitati pure a seguire le gare. Rimangono fuori dagli impianti anche i genitori degli atleti, compresi coloro che accompagnano le squadre ospiti e magari arrivano da lontano. Tutto questo in un clima di inconcepibile silenzio dell’Ente pubblico».
m.a.

