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In dieci anni nelle Marche +82% di lavoro con contratto somministrazione

Dalle 14.749 persone assunte nel 2014 con contratto di somministrazione si passa a 26.881 unità nel 2024. Una variazione di un +82,3% concentrata soprattutto nelle province di Ancona e Ascoli Piceno. Lo evidenziano i dati del lavoro somministrato nelle Marche forniti dalla Cgil. I contratti sono soprattutto a tempo determinato (75,4%) e coinvolgono la fascia giovanile (36,6% under 29 sul totale dei lavoratori somministrati), le donne (38,13%) e gli stranieri (31,5% del totale con un aumento sul 2014 del +154,5%). Il lavoro somministrato è utilizzato soprattutto nella meccanica e nella metallurgia, in crescita esponenziale nella somministrazione nei settori del terziario, soprattutto in quello a basso valore aggiunto. I lavoratori in somministrazione hanno un reddito medio lordo annuo di 10.968 euro, con medie più basse se si considerano solo le donne e le persone under 30 a causa di un monte ore annuo più basso di meno giornate lavorate. 20.881 lavoratori sono discontinui, ovvero il 77,7% delle persone che lavorano in somministrazione, che vede il 71,8% delle lavoratrici con un reddito lordo annuo inferiore ai 10mila euro.

“Siamo in una società in cui il lavoro non è più uno spazio in cui stare bene, crescere, realizzarsi”, dichiara Loredana Guerrieri, la nuova coordinatrice marchigiana del Nidil, la categoria che segue i lavoratori in somministrazione, i rider, lavoratori autonomi e disoccupati, eletta all’unanimità recentemente, su proposta del segretario generale del Nidil Cgil Andrea Borghesi e da Giuseppe Santarelli segretario generale della Cgil delle Marche. Sindacato che ha diffuso i dati del settore. Guerrieri, subentra ad Elisa Marchetti, viene dalla Camera del Lavoro di Macerata e, oltre ad essere segretaria del Nidil di Macerata, fa parte della commissione nazionale delle prestazioni Ebitemp, ente bilaterale del lavoro somministrato. “L’obiettivo – conclude Guerrieri – è quello anche di rappresentare i lavoratori e le lavoratrici autonomi e non lasciare soli chi, a fronte di un deserto lavorativo, cerca di resistere e restare”.