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Cartiere, si attende nuova convocazione ministeriale

Fabriano – Con il ritorno dalle ferie e dalla settimana di cassa integrazione ordinaria dopo Ferragosto e con l’arrivo di settembre, cresce l’attesa per capire il futuro industriale delle Cartiere Fedrigoni di Fabriano. Sono, infatti, diversi i temi sul tavolo che sia i sindacati che la politica stanno attenzionando e per questo attendono la convocazione di un nuovo tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy con il ministro Urso. L’obiettivo è quello di verificare gli accordi che sono stati sottoscritti a seguito della chiusura della società Giano con la storica macchina continua F3 che produceva carta per fotocopie. In attesa di una data per una trasferta a Roma che potrebbe essere determinante, si attendono anche i vertici del Gruppo: secondo la tabella di marcia già tracciata dovrebbero incontrare le parti sociali entro metà mese per fare il punto della situazione. Si dovrà parlare della formazione di cui scriviamo da inizio anno per i dipendenti in cassa e quelli ricollocati, senza dimenticare i lavoratori somministrati, per le diverse ricollocazioni temporanee che spaventano i dipendenti e per l’avvio di nuovi settori strategici come quello della sicurezza che potrebbe portare un po’ di stabilità. Ad oggi i numeri non hanno subìto aggiornamenti: nell’ambito della vertenza Giano i lavoratori ricollocati sono 115, di cui 86 nelle Marche, 9 andati al Nord e altri 5 presso la Ritrama di Sassoferrato, lungo la Berbentina. Risultano, infine, ricollocati temporaneamente in 15. Il personale ancora in cassa integrazione straordinaria ammonta a 44 unità.

A fine luglio l’incontro delle segreterie regionali dei sindacati di categoria, Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl, unitamente alle Rsu, con la Direzione degli stabilimenti Fedrigoni di Fabriano e Rocchetta. I sindacati hanno manifestato nuovamente forte preoccupazione per il mancato inizio del ciclo continuo sulle macchine in tondo dell’area Sicurezza che avrebbe permesso di recuperare almeno una trentina di unità. Tra i sindacati si attende, a breve, un nuovo incontro con la proprietà e poi la convocazione ministeriale già sollecitata. Un mese fa, al tavolo comunale del lavoro indetto della sindaca Ghergo, è stato espresso malcontento. I sindacati hanno ribadito, «l’assenza di piani industriali solidi e credibili da parte delle due aziende», denunciando «il mancato rispetto di impegni assunti ai tavoli istituzionali, il ridimensionamento strutturale della capacità produttiva, la gestione di asset strategici in ottica speculativa, la progressiva perdita di posti di lavoro diretti e indiretti e le ricadute pesanti sul tessuto sociale». Tra i temi che arriveranno al Ministero delle Imprese anche il coinvolgimento del Poligrafico dello Stato.

m.a.