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“Il Fabbri non si sgombera”

Fabriano – Gli attivisti del Laboratorio sociale Fabbri hanno incontrato ieri mattina, presso gli uffici comunali, la sindaca Daniela Ghergo. Sul piazzale si è tenuto in sit-in con striscioni per chiedere alla Giunta di annullare la richiesta di richiedere al Fabbri di lasciare lo stabile dell’ex scuola a due passi da San Nicolò e di riconsegnare le chiavi. Lo slogan: “Il Fabbri non si sgombera”. Diversi gli striscioni che sono stati preparati per l’occasione. Uno recita “Spiazzi San Nicolò non è sostituibile!”, un altro, invece, “Provano a toglierci lo spazio, ma non staremo in silenzio”. Una questione, quindi, che andrà avanti ancora per diverse settimane fin quando, per lo meno, non si cercherà di trovare una soluzione alla questione giuridica che interessa lo stabile dell’ex asilo di San Nicolò, nel quartiere Borgo. Uno spazio sociale che non intendono lasciare. Durante il faccia a faccia sono emerse alcune questioni che il Laboratorio Fabbri ha illustrato: «La sindaca ha affermato che il Comune non potrebbe rinnovare il contratto di comodato d’uso in quanto non avrebbe la titolarità dell’immobile. Si tratta di un’affermazione smentita dalla stessa richiesta di rilascio dell’immobile: se fosse realmente così l’Amministrazione non avrebbe nemmeno il titolo per avanzare la richiesta di consegna delle chiavi, richiesta che addirittura sarebbe illegittima». Secondo il direttivo Fabbri «se l’Amministrazione ritiene di avere il titolo per chiedere la consegna delle chiavi è evidente che si trova pure nella formale condizione di rinnovare il contratto di comodato».

Attaccata la Giunta: «La realtà è che il Comune dispone attualmente dell’immobile, in attesa della sentenza definitiva con cui si concluderà la controversia giudiziale relativa alla proprietà ed ha piena facoltà di rinnovare il comodato d’uso, come già fatto dalla precedente Amministrazione. È evidente – proseguono dal Laboratorio Sociale – che la decisione di rinnovare o meno il comodato al Fabbri non è una questione tecnica, ma una scelta politica che parla di visione, di priorità, di volontà di sostenere o meno uno spazio che da anni è punto di riferimento per la città». Per questo motivo in attesa di una nuova presa di posizione della prima cittadina che ieri ha preferito non dichiarare nulla, la protesta del Fabbri va avanti con il Laboratorio Sociale che «continuerà a vivere e ad animare lo stabile con attività sociali, culturali e politiche. Restiamo dove siamo, perché qui abbiamo costruito comunità» la presa di posizione dopo l’incontro in Comune.

m.a.