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Sfida del Maglio, l’affondo di Porta del Piano

Fabriano – Porta del Piano ribadisce: «Abbiamo vinto la Sfida del Maglio». E’ il colpo di coda del Palio di San Giovanni Battista, dopo il ricorso che ha decretato la vittoria di Porta Cervara e non al Piano, primo ad innalzare il gonfalone mercoledì sera. La priora, Martina Cerioni, il fabbro Daniele Buttà e la Porta affermano: «L’entusiasmo ha lasciato spazio all’amarezza e allo sgomento. Quanto accaduto in Piazza del Comune non può essere liquidato come un semplice episodio: è una vicenda che ha segnato la nostra Porta e molti che avevano assistito a una vittoria conquistata sul campo». Ancora non si placano le polemiche. Porta del Piano lo ripete: «Abbiamo vinto. Lo diciamo con l’orgoglio di chi ha visto il verdetto del campo, nello sport il giudizio più autentico. Abbiamo espresso il miglior fabbro, disputato la migliore prestazione e concluso per primi. Questo rimarrà impresso in chi era presente nelle testimonianze di vicinanza». I blu del Piano sottolineano: «Il nostro rammarico non nasce dall’accettare una sconfitta. Lo sport insegna anche questo. Nasce, invece, dal vedere modificato il risultato al termine della competizione attraverso un’interpretazione di un regolamento che, nelle sue evidenti lacune, è stata applicata a discapito della nostra Porta». Durante la gara, ricordiamo, al Piano erano state contestate due infrazioni, per 13 secondi di penalità scontati prima della battitura del ferro come previsto dal regolamento. «A competizione conclusa, in seguito a un reclamo, sono state applicate due nuove e contestabili penalizzazioni che hanno modificato la classifica. Penalizzazioni che non hanno potuto avere contraddittorio da parte nostra. La questione non riguarda i secondi aggiunti, ma il principio che ne deriva». Dibattito aperto. Dalla Porta del Piano dichiarano: «Le regole devono essere chiare, uguali per tutti. Se durante la competizione vengono rilevate infrazioni, devono essere contestate e sanzionate nel momento in cui si verificano. Nel caso specifico, trattandosi di presunte irregolarità relative alla staffetta e alla gabbia degli anelli, l’eventuale penalizzazione avrebbe dovuto essere applicata prima della consegna del ferro al fabbro e non dopo la conclusione della prova. Diversamente, si rischia di introdurre un precedente che mina la certezza delle regole e la credibilità. Un regolamento non può lasciare spazio a interpretazioni. La forza di una competizione risiede nella trasparenza delle regole». Per il Piano «resta una vittoria limpida». Poi l’affondo finale: «Intraprenderemo ogni iniziativa consentita a tutela del buon nome della Forgia del Piano e affinché il Palio continui a essere una competizione fondata su regole certe, imparzialità e rispetto reciproco».

m.a.