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Electrolux, il punto dei sindacati dopo il Mimit

Cerreto d’Esi – Sindacati unanimi nel respingere il piano industriale con la chiusura del sito produttivo Electrolux di Cerreto d’Esi. Dopo la convocazione di lunedì al Mimit e in attesa della prossima, il 15 giugno, si attende un passo indietro della multinazionale. Oggi, intanto, è prevista assemblea con i nazionali di Fim, Fiom e Uilm. Lo sciopero prosegue, il presidio pure.

Da Cisl Marche è Giampiero Santoni a fare il punto. «L’incontro al Ministero è stato fondamentale per la presa di posizione sindacale e soprattutto istituzionale. C’è stato il rigetto di tutto il piano di Electrolux. Per il sito di Cerreto d’Esi è stato ancora una volta deludente e offensivo vedere le motivazioni commerciali dell’azienda che mirano la chiusura dello stabilimento. Il summit – prosegue Santoni – non ha dato risposte e certezze, soprattutto per Cerreto d’Esi, dove rimane preoccupazione per il futuro. L’azienda non ha dichiarato di ritirare il piano industriale, ma ha preso tempo fino al 15 giugno e lì vedremo se ci sarà un cambio di rotta. La speranza – conclude – è che questi giorni posso permette di portare cambiamenti al piano industriale anziché mettere la parola fine a una storia lavorativa».

Dello stesso avviso Pierpaolo Pullini, Fiom Cgil: «Electrolux deve ritirare il piano che prevede 1.719 esuberi e la chiusura del sito di Cerreto d’Esi. A fronte della richiesta che abbiamo avanzato, l’azienda ha preso l’impegno, fino al 15 giugno, a non aprire azioni unilaterali, dallo spostamento delle produzioni ai licenziamenti. La crisi dell’elettrodomestico non è una questione di ora. Nel corso degli anni si è già proceduto alla riorganizzazione degli stabilimenti attraverso accordi sindacali, tanto che ora in molti siti si fanno gli straordinari e ci sono lavoratori precari. Ad oggi non c’è una situazione drammatica nè dal punto di vista dei conti finanziari, nè da un punto di volumi produttivi. Non accetteremo mai – conclude Pullini – un piano che determinerebbe la fine dell’elettrodomestico nel nostro Paese».

Dalla Uil è il segretario generale, Rocco Palombella, a prendere posizione. «Al Mimit siamo stati unanimi nel chiedere di ritirare il piano e di presentarne uno nuovo che non preveda chiusure e licenziamenti. Esortiamo la multinazionale a presentarsi, il 15 giugno, con un atteggiamento completamente differente. Se Electrolux non cambierà atteggiamento, crediamo che le vada chiesto, dal Governo, la restituzione di tutto ciò che ha ricevuto a titolo di incentivo pubblico negli ultimi anni».

m.a.