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Fabriano – False offerte di lavoro e finti investimenti. Sette denunciati dalla polizia per truffe online

Fabriano – Due truffe online scoperte dal Commissariato di Fabriano. Sette i denunciati.

La prima truffa

Nel mese di marzo, un quarantenne denunciava alla Polizia di Stato del Commissariato di Fabriano che qualche tempo prima, mentre era in cerca di un lavoro, si era imbattuto sul web in una offerta di retribuzione in cambio di semplici click di consenso su una nota piattaforma musicale social. L’uomo, all’inizio scettico, si convinceva ad aderire ad un gruppo costituito su un altro noto social: dopo avere condiviso il proprio IBAN e dato avvio alla prestazione lavorativa richiesta (nel dettaglio, digitare like su post e contenuti che venivano indicato dai promotori della presunta attività lavorativa), si vedeva accreditare, grazie ad una decina di bonifici, la somma complessiva di circa 450 euro, proveniente da IBAN nazionali ed internazionali. Tale evidenza accresceva la fiducia nei promotori della attività sul web a tal punto che, dopo circa due settimane, il fabrianese veniva invitato ad effettuare bonifici di piccole somme di denaro ad IBAN nazionali: queste avrebbero costituito un investimento trading destinato a produrre utili altissimi in breve tempo. Pertanto, l’uomo aderiva con convinzione alla richiesta, forte del pregresso che aveva consolidato in lui fiducia e forte aspettativa: per questo, nel giro di qualche giorno, effettuava bonifici per circa 3200 euro. Nel frattempo, gli “organizzatori” del sistema gli fornivano una password per la consultazione di un sito ove poteva vedere in tempo reale gli “investimenti” effettuati e lo straordinario rendimento che da questi si originava. Avendo figuratamente raggiunto un valore attuale di circa seimila euro, l’uomo ne chiedeva la liquidazione, ma a questo punto sorgevano dei problemi. Infatti, gli organizzatori del sistema prima richiedevano ed ottenevano un bonifico di 2500 euro per “sbloccare” l’investimento congelato (la somma sarebbe stata restituita con il valore contante dell’investimento), quindi, con il pretesto della tassazione anticipata, chiedevano ed ottenevano ulteriori 2000 euro. La fiduciosa attesa dell’uomo, risultava purtroppo vana: gli interlocutori del gruppo social, sino a quel momento, particolarmente solerti nell’interloquire, svanivano completamente come il sito web riportante gli investimenti del querelante. La Polizia di Stato del Commissariato di P.S. di Fabriano dava inizio all’attività investigativa, a seguito della quale denunciava all’Autorità Giudiziaria tre uomini e due donne (alcuni dei quali con specifici pregiudizi penali per reati contro il patrimonio commessi in ambito web) residenti in varie regioni d’Italia.

La seconda truffa scoperta 

Invece, ad inizio aprile, un uomo, in cerca di un lavoro, si imbatteva sul web, in un annuncio di ricerca di un autista di navette proposto da un albergo svizzero situato in una località turistica di montagna. Ritenendo l’offerta interessante (contratto di 8 mesi per oltre 2000 euro di retribuzione mensile, oltre a vitto ed alloggio), l’uomo inviava all’offerente il proprio curriculum restando, quindi, in fiduciosa attesa. Non passava che qualche ora dalla celere risposta positiva della struttura turistica che comunicava la decisione di assunzione, richiedendo l’invio per webmail di un documento di riconoscimento, della patente di guida e del tesserino sanitario dell’uomo: richiesta che, a quel punto, veniva immediatamente soddisfatta. In una successiva comunicazione, pervenuta dopo un paio di giorni, la presunta struttura turistica richiedeva all’uomo il versamento su un IBAN della somma di euro 1300 circa per l’anticipo della assicurazione sanitaria svizzera: somma che lo stesso avrebbe riavuto indietro con il pagamento del primo stipendio. L’evasione della richiesta avrebbe perfezionato l’assunzione e consentito quindi l’inizio della prestazione lavorativa nel mese di maggio. Per questo l’uomo effettuava il bonifico. Non avendo più notizie, il medesimo sollecitava ripetutamente indicazioni utili sia a mezzo webmail che sul contatto social riferito ad una utenza mobile sino a quel momento particolarmente attiva e solerte. Entrambe risultavano però completamente mute e cessate. Anche in questo caso proposta querela alla Polizia di Stato di Fabriano, che denunciava all’Autorità Giudiziaria per truffa, due uomini entrambi residenti nel nord Italia, non nuovi a segnalazioni penali per reati contro il patrimonio commessi sul web. La Polizia di Stato rinnova l’invito ad osservare con atteggiamento critico proposte di natura particolarmente allettante in ambito web e a recarsi presso gli Uffici di Polizia rappresentando il caso concreto prima di procedere a bonifici verso soggetti o enti sconosciuti. (cs)