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Il fenomeno della Ginnastica Dinamica Militare Italiana a Fabriano e Cerreto d’Esi

Fabriano – La Ginnastica Militare Italiana, di cui avevamo scritto su queste colonne, al momento dello start di Cerreto d’Esi, registra numeri interessanti nelle sedi di Fabriano e Cerreto d’Esi, confermandosi come una delle realtà sportive più in crescita dell’ultimo anno. In un’epoca dominata dall’isolamento digitale e dalla sedentarietà, tra le colline dell’entroterra marchigiano sta germogliando un movimento che profuma di storia, sudore e, soprattutto, comunità. Parliamo della Ginnastica Dinamica Militare Italiana 1978 (GDMI), una disciplina che, lungi dall’essere un semplice protocollo di allenamento militare, sta cercando grazie alla sua filosofia, un potente antidoto alla solitudine sociale a Fabriano e Cerreto d’Esi. Per capire come questa pratica stia trasformando la vita delle persone, abbiamo incontrato Jennifer Gianessi, riminese di Novafeltria. Capo Istruttrice e coordinatrice di diversi centri tra Marche, Umbria e Romagna, e la fabrianese Sabrina Poggiolini, creatrice, anima e motore pulsante della sezione di Cerreto d’Esi.

Alle origini dell’eccellenza: oltre il nome e il pregiudizio
Il primo impatto con il nome “Ginnastica Dinamica Militare” può generare un timore reverenziale. L’immaginario corre subito a sergenti urlanti e fatiche insormontabili. Jennifer Gianessi, con l’esperienza di chi calca i campi da otto anni, smonta immediatamente questo stereotipo: “Molti sono spaventati dal nome, ma il nostro obiettivo è recuperare la ginnastica d’eccellenza, quella direttamente collegata alla cultura greco-romana”. Il richiamo all’italianità non è un vezzo nazionalistico, ma un orgoglioso ritorno alle radici dello sport europeo. “Non abbiamo nulla da invidiare ai modelli americani”, spiega Jennifer. “L’Italia ha una cultura sportiva millenaria, che affonda le radici nel pancrazio e nelle Olimpiadi antiche. Abbiamo voluto riprendere quel trascorso perché oggi il fitness moderno tende paradossalmente a isolare: cuffie nelle orecchie, sguardo basso sullo smartphone e zero interazione. Noi facciamo l’esatto opposto”. 1978, il numero che accompagna il nome della disciplina, non è casuale. È un omaggio all’anno d’oro dello sport italiano, l’anno in cui Pietro Mennea, la “freccia del Sud”, stabilì il record del mondo a Città del Messico e Sara Simeoni incantò il pianeta. “La nostra preparazione si ispira a quegli standard olimpionici”, sottolinea Gianessi. “Mennea era un esempio di dedizione assoluta. Ma non serve essere campioni per iniziare. Io definisco la nostra disciplina una ‘preparazione alla vita’ in grado di raccogliere dai bambini fino ad arrivare all’età anziana, con l’ortodinamica. Spesso non ci pensiamo, ma sollevare le buste della spesa, prendere in braccio un nipote o trascinare una valigia senza sentire dolore alla schiena richiede un corpo funzionale. Noi alleniamo la quotidianità”. “Non conta quanto sei atletico quando inizi, ma quanta voglia hai di non mollare,” commentano alcuni frequentatori dei corsi. “Qui l’istruttore non è solo un coach, ma una guida che ti spinge a superare limiti che non sapevi di avere.” Mentre a Fabriano il numero degli atleti è ormai consolidato, a Cerreto d’Esi la sfida è iniziata da pochi mesi, ma con risultati sorprendenti. Merito di Sabrina Poggiolini, che da atleta appassionata è diventata istruttrice. “Mi sono fatta conquistare a metà della prima lezione di prova”, racconta Sabrina. “Vengo dall’atletica leggera e dalla pesistica, pensavo di essere preparata. Invece ho scoperto una fatica diversa, una sfida mentale prima che fisica. In GDMI non esiste la classe dei ‘bravi’ e quella dei ‘principianti’. Si lavora tutti insieme, dai 16 ai 60 anni e oltre. Vedere nonni e nipoti allenarsi fianco a fianco è qualcosa di unico”.

La disciplina come libertà, non come costrizione

Un altro termine che spesso viene frainteso è “disciplina”. In un mondo che rifugge le regole, GDMI ne fa un vessillo di benessere. “Essere ferrei nella disciplina significa costruire abitudini sane”, chiarisce Jennifer. “Prendere un impegno con se stessi e portarlo avanti nonostante le intemperie della vita. È come l’alimentazione: non è privazione, è consapevolezza. Una volta instaurata l’abitudine, la strada diventa in discesa”. Questa forza mentale è ciò che ha aiutato Sabrina a superare un periodo personale difficile: “L’allenamento ti porta a un benessere psicofisico che non pensavo di trovare. La risposta estetica del corpo è solo una conseguenza naturale, il vero traguardo è la fiducia in se stessi. Quando capisci che il tuo corpo può andare oltre i limiti che la tua mente aveva fissato, cambi approccio anche verso i problemi lavorativi o personali”. Una risposta sociale all’Intelligenza Artificiale e all’isolamento. L’analisi di Jennifer e Sabrina si sposta poi su un piano sociologico quasi allarmante, ma necessario. Jennifer non usa giri di parole: “Oggi si chiede parere all’intelligenza artificiale anche su come stare meglio, invece di guardare in faccia un amico. I giovani, purtroppo, sono i più colpiti: molti sono sedentari, legati solo all’estetica dei social o, nel peggiore dei casi, isolati al punto da dover ricorrere a psicofarmaci”. In questo contesto, la “squadra” di GDMI punta a diventare un presidio sociale. Nei centri di Fabriano, Cerreto ma anche delle regioni limitrofe si muove una sezione trasversale della società: dal primario dell’ospedale al parroco addirittura, dalla casalinga al manager d’azienda. “Il sudore condiviso abbatte le barriere sociali”, conclude Jennifer. “Ci si guarda negli occhi, si condivide il sacrificio e poi si finisce a cena insieme e magari perchè no, si trova anche l’amore. Questo è il ‘noi’ che vince sull’io, sull’individualismo dei nostri tempi”.

La Ginnastica Dinamica Militare Italiana 1978 si conferma, come detto dunque, come un’eccellenza del territorio, capace di coniugare il rigore tecnico con una profonda umanità. Che si tratti di ritrovare la forma fisica o di uscire dal guscio della solitudine, la ricetta sembra chiara: rimettersi in gioco, insieme, con un pizzico di sana disciplina “all’italiana”. Le sezioni di Fabriano presso la palestra del PalaCesari e Cerreto d’Esi, presso la palestra della scuola primaria Tommaso Lippera, sono aperte a tutti, con le lezioni di prova per valutare l’approccio. È il momento di trasformare la fatica in benessere e l’isolamento in condivisione. Per ogni info si possono consultare le pagine social di Facebook, Instagram e Tik Tok della GDMI 1978.

Stefano Balestra