Occupazione in crescita Provincia di Ancona: nel 2025 +1,7%, trainano costruzioni e manifatturiero
Ancona – Nel 2025 il mercato del lavoro nella provincia di Ancona ha mostrato segnali di crescita in linea con il trend positivo regionale. Gli occupati hanno raggiunto quota 200 mila, con un incremento dell’1,7% rispetto al 2024, pari a 3 mila unità in più.Ancona si conferma la prima provincia marchigiana per numero di occupati, contribuendo in modo significativo all’aumento complessivo registrato nelle Marche (+1,1%). La dinamica positiva è sostenuta in particolare dal rafforzamento del lavoro dipendente, in crescita del 3,0% (+5 mila unità), mentre si registra una flessione tra gli indipendenti (-4,4%). A livello settoriale, si evidenziano risultati rilevanti nelle Costruzioni (+19,6%) e nel Manifatturiero esteso (+3,8%), mentre i Servizi, pur restando il comparto principale, segnano un aumento più contenuto (+0,6%). Sul piano demografico, la crescita dell’occupazione è trainata soprattutto dalla componente femminile, che registra un aumento del 3,1% (+3 mila occupate), a fronte di un incremento più moderato per gli uomini (+0,5%). Il dato riflette il quadro regionale che vede una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Nel complesso, i dati del quarto trimestre 2025 confermano il rafforzamento del trend, con un aumento degli occupati marchigiani del 2,6% su base annua, superiore alla media nazionale (+0,4%), grazie soprattutto alla spinta del comparto manifatturiero.
“Questi numeri confermano la solidità del tessuto produttivo del nostro territorio e la capacità delle imprese di generare occupazione anche in un contesto complesso,” dichiara in una nota Graziano Sabbatini, Presidente di Confartigianato Imprese Ancona Pesaro e Urbino. “Particolarmente significativo è il contributo dei settori delle costruzioni e del manifatturiero. Tuttavia, restano alcune criticità, come la diminuzione degli indipendenti e il calo dell’occupazione giovanile che richiedono politiche mirate per sostenere l’imprenditorialità e favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.”

