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Centro Diurno, il punto dopo l’assemblea pubblica sul Mondo a Colori

Fabriano – Assemblea pubblica piuttosto calda, nel tardo pomeriggio di ieri, a Palazzo del Podestà, dove l’Amministrazione comunale, insieme all’Ambito 10, ha incontrato la cittadinanza e i genitori degli utenti che sono stati trasferiti dal Centro diurno Un Mondo a Colori al vicino C’era l’Acca, via Aldo Moro. Sulla vicenda in prima l’associazione Anffas che chiede la revoca di quanto stabilito nelle ultime settimane. Da giorni si lavora a un esposto che segue il coinvolgimento del Garante regionale. La sindaca Ghergo ha ricordato l’iter seguito a seguito dell’accertamento di vulnerabilità sismica del Centro Diurno. Ha poi specificato l’investimento da 663mila euro per la struttura e che il trasferimento è temporaneo e «deciso a tutela degli utenti». Due i tempi: le tempistiche e gli spazi carenti nella nuova sede, argomenti che spaventano molto famiglie e Anffas pronti a dare battaglia. Nel corso dell’assemblea – alle 20.15 era ancora in corso – la minoranza ha espresso critiche sulla tempistica. Da Fabriano Progressista, Lorenzo Armezzani: «Questa non è un’assemblea pubblica perché lì si discute un problema e si condividono le decisioni: è una comunicazione di servizio. Si fa a giochi fatti, è un lavaggio di coscienza». Poi ha evidenziato che la perizia e gli altri documenti sono datati 25 gennaio 2025 e che sull’argomento la Giunta si era espressa a novembre 2025. «Non esiste un obbligo di intervento immediato, ma di programmazione. Nel frattempo l’immobile può essere utilizzato: lo riaffermano – aggiunge Armezzani – le circolari esplicative nonché la Cassazione Penale e il Comune lo sa molto bene: la Casa di Riposo, costruita prima degli Anni’80, è ancora lì». Dalla Lega il direttivo cittadino aggiunge: «Le famiglie e le associazioni non sono state minimamente ascoltate. Dopo anni di lassismo l’Amministrazione comunale decide, improvvisamente, di trasferire gli utenti disabili in una struttura provvisoria, chiaramente non adatta e insufficiente, interrompendo servizi e laboratori. Il Comune deve sospendere il trasferimento, riunirsi con le famiglie e le associazioni, e individuare il miglior percorso, anche terapeutico. Parallelamente è necessario iniziare subito i lavori per la realizzazione di una nuova struttura». Il consigliere Roberto Sorci: «Bastava che dopo il 15 gennaio 2025 chiamavano le famiglie e condividevano le difficoltà e le soluzioni, invece hanno preso decisioni senza condividerle. Bisogna pensare prima di agire e poi lavorare, non cercare sempre ciò che non costa “fatica”. Mettete ora in campo il buon senso e trovare una soluzione intelligente e di prospettiva».