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Trasferimento Centro Diurno “Un mondo a colori”, coro di no

Fabriano – Sulla vicenda del Centro Diurno “Un Mondo a Colori” trasferito in un’altra sede prendono posizione Fabriano Progressista e Movimento 5 Stelle. Dopo un incontro con famiglie, preoccupate, che non condividono le scelte della Giunta, i gruppi coordinati da Armezzani, Arteconi e Romagnoli, se la prendono con l’Amministrazione comunale: «La struttura non è pericolosa, né tanto meno inagibile. Come la maggior parte degli edifici pubblici in zone sismiche, anche “Un Mondo a Colori” dovrebbe ricadere nelle nuove norme sui requisiti di stabilità». In assenza di altri documenti, dalla delibera di Giunta del 12 febbraio, sappiamo che l’Amministrazione intende ampliare lo spazio della struttura del Dopo di Noi e trasferire lì il “Mondo a Colori” definitivamente. «Una cittadella della disabilità, un istituto che ospiterà circa cinquanta persone fra diurno e residenziale. La vecchia struttura resterà vuota: l’ennesimo buco in mezzo alla città. Ripiombiamo nel secolo scorso: adesso Ghergo persegue l’ottimizzazione delle risorse e la maggiore efficienza, ovvero riduzione dei costi e taglio degli spazi e dei servizi. Un domani meno personale. L’integrazione sociale costa, così come la garanzia dei diritti» l’affondo di Fabriano Progressista e Movimento 5 Stelle. I due gruppi contestano «il metodo e il contenuto delle decisioni: ormai giunti a fine amministrazione e senza speranze di una nuova candidatura, Ghergo dovrebbe fare un bel respiro e mostrare un briciolo di orgoglio per il proprio ruolo, mostrare le carte e confrontare idee». Difesa la linea dei familiari: la sede del Mondo a Colori resti dov’è sempre stata, «magari riprogettando la struttura, ripensare gli spazi, creare opportunità di uso e di aggregazione». Dell’argomento si parlerà nuovamente in consiglio comunale. Preoccupata l’Anffas: «La nostra associazione, che è sempre in prima linea per la salvaguardia dei diritti dei nostri congiunti, non accetterà passivamente decisioni prese pensando che comunque dobbiamo accettare perchè fragili e stanchi» l’affondo della presidenza.

m.a.