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Oratorio Beati Becchetti, sindaca diffida Ast. L’affondo di Sorci

Fabriano – Una formale diffida, da parte del Comune, ad Ast, Ancona, per chiedere la rettifica catastale della proprietà del Chiostro della Chiesa di Sant’Agostino e dell’Oratorio dei Beati Becchetti all’ospedale. Dopo la diffida e più prese di posizione dell’ex sindaco e consigliere di minoranza Roberto Sorci, la sindaca Ghergo firma la diffida ad Ast per riavere la storica struttura. Nel documento si evidenzia, a partire dall’atto del 1969, depositato in Archivio Storico, che <<il Comune di Fabriano ha ottenuto in cessione definitiva i monasteri della città con annesse chiese, tra cui sono ricompresi gli immobili denominati Chiostro Sant’Agostino e Oratorio Beati Becchetti>>. Poi si sottolinea che, con delibera regionale del 5 agosto 1996, <<venivano trasferiti con vincolo di destinazione sanitaria all’Usl 6 una serie di beni di proprietà dei Comuni di Fabriano e Sassoferrato>> e che <<all’interno della particella 151 risultano accatastati il Chiostro di Sant’Agostino e l’Oratorio Beati Becchetti i quali, non essendo beni con finalità sanitarie, sono stati inglobati per errore, e comunque impropriamente, nella stessa particella catastale>>. Per questi motivi, la sindaca, <<diffida e mette formalmente in mora Ast Ancona a provvedere urgentemente a tutti gli adempimenti necessari per la rettifica dell’intestazione catastale dei beni, affinché la proprietà risulti correttamente intestata>>.

Dall’opposizione attacca il consigliere Sorci: <<La Giunta è dovuta correre ai ripari perché, come da me sostenuto, la proprietà dell’Oratorio dei Beati Becchetti è del Comune e i tanti documenti di cui l’Amministrazione comunale è da sempre in possesso lo dimostrano>>. Sorci evidenzia anche un particolare del bilancio. <<Leggendolo avrebbero scoperto che dalla chiusura, nel 2003, della camera mortuaria comunale nel chiostro di Sant’Agostino <<siamo stati chiamati chiamati a contribuire alle spese di gestione Asl e dal 2009, insieme agli altri Comuni dell’Ambito 10, versiamo un contributo annuale di 0,30 centesimi ad abitante>>. Nel 2010 il contributo pagato dal Comune di Fabriano era di circa 9.500 euro avendo all’epoca 31.971 abitanti. Per Sorci, <<la diffida della sindaca smentisce clamorosamente le sue precedenti affermazioni>>. Poi l’affondo finale: <<Purtroppo gli uffici comunali non si sono resi conto, nel momento del ri-trasferimento alla Regione, che stavano trasferendo ad Asur anche le proprietà storiche del Comune inserite nella unica particella. Così è nato l’errore. Bastava – conclude Sorci – un atto di rettifica del frazionamento, in accordo con Ast, per ripristinare la giusta proprietà e non avremmo perso anni>>.

m.a.