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Oratorio Beati Becchetti Fabriano, il punto di Roberto Sorci

di Roberto Sorci, consigliere comunale gruppo Sorci Fabriano c’è 30001 

Dopo la diffida del consigliere Sorci, il Sindaco Ghergo è costretto a richiedere ad AST2, la
retrocessione dell’Oratorio dei Beati Becchetti e del chiostro della Chiesa di Sant Agostino in
quanto proprietà del Comune di Fabriano.

Come in precedenza avevo risposto al sindaco Ghergo rispetto alle sue arroganti e presuntuose
affermazioni al mio operato sulla vicenda dell’Oratorio dei Beati Becchetti e del Chiostro di Sant Agostino
“che non sapeva neanche di cosa stesse parlando”, ora di fronte alla mia diffida del 24 gennaio, atta a
richiedere immediatamente all’AST 2, la retrocessione del chiostro e dell’oratorio dei Beati Becchetti ed
operare per la salvaguardia del bene artistico culturale, ne abbiamo certezza. L’Amministrazione Ghergo è
dovuta correre ai ripari, immaginando che stavolta, non mi sarei fermato solo alla diffida, chiedendo
ufficialmente ad AST 2 la retrocessione del Chiostro e dell’Oratorio dei B. Becchetti. Perché come da me
sostenuto la proprietà dell’Oratorio dei Beati Becchetti è del Comune e i tanti documenti di cui
l’amministrazione comunale è da sempre in possesso lo dimostrano cominciando degli atti della Asur Zona
Territoriale 6 del 2009, dove viene certificato, che la proprietà ove era allocata fino al 2003 la ex camera
mortuaria comunale nel chiostro della Chiesa di Sant Agostino, era del Comune di Fabriano. Quindi per
ripristinare la correttezza della proprietà, anche se non faccio il Professionista e neanche il Notaio, ma ho
solo a cuore la tutela degli interessi della collettività fabrianese, come “sarebbe obbligo” di chi è chiamato
a responsabilità pubbliche, bastava avere la buona volontà, di leggere correttamente gli atti con la
documentazione relativa. Cominciando dal bilancio comunale e domandarsi, perché ogni anno paghiamo
ASL- AST 2?

Avrebbero scoperto, che dalla chiusura, nel 2003, della camera mortuaria comunale sita nel chiostro della
chiesa di Sant Agostino e il suo successivo trasferimento in locali più idonei e rispettosi nella la loro
funzione nella parte nuova dell’ospedale, di proprietà ASL -AST2, siamo stati chiamati successivamente
chiamati a contribuire alle spese di gestione dalla ASL e dal 2009 insieme agli altri Comuni dell’Ambito 10,
versiamo un contributo annuale di 0,30 centesimi ad abitante. Nel 2010 il contributo pagato dal Comune
era di circa 9.500 € avendo all’epoca la città 31.971 abitanti.

Quindi viste le dichiarazioni precedenti del Sindaco Ghergo e dei suoi leoni da tastiera, sul mio presunto
operato, voglio riportare solo un estratto del testo dell’atto della richiesta inviato ad AST ad AST2.
..omissis “Dato atto che tra i beni di proprietà del Comune di Fabriano trasferiti all’Azienda U.S.L. n. 6
risulta riportato l’intero immobile attualmente individuato al catasto al foglio 136 particella 151; Dato atto
altresì che all’interno della citata particella 151 risultano accatastati il Chiostro della Chiesa di
Sant’Agostino e l’Oratorio dei Beati Becchetti i quali, non essendo beni con finalità sanitarie, sono stati
quindi inglobati per errore, e comunque impropriamente, nella stessa particella catastale; Considerato che
non risultano agli atti del Comune documenti attestanti un successivo trasferimento dei beni emarginati all’Azienda U.S.L. n. 6″. omissis…

Quanto sopra riportato smentisce clamorosamente le precedenti affermazioni del Sindaco e del suo cerchio
magico. Dimostrando, che le loro sono chiacchere demagogiche, mentre io a differenza di loro, nel mio
ruolo di Consigliere Comunale, interpreto correttamente la tutela degli interessi dei cittadini fabrianesi, con
dati oggettivi e certificati e non con pseudo valutazione politiche o affiliazione partitica.

Quanto ho sostenuto oramai da anni, era certificato nei documenti da sempre in loro possesso, che
stranamente “non hanno mai voluto leggere o capire”. O addirittura hanno fatto finta di leggere, come ho
l’impressione abbia fatto l’assessore Nataloni, che nel Consiglio Comunale del 6 maggio 2025, mi ha
risposto dichiarando che il Notaio “ha fatto queste ricerche degli ultimi 40anni in poi e, chiaramente, noi ci
dobbiamo arrendere alla professione di vita delle persone competenti”. Ma bastava leggere gli atti che
posseggono, che dimostrano che questa affermazione “non risulta corretta”, uso questo termine per
eleganza. È evidente che il professionista ha estratto alla Conservatoria, come fanno correttamente tutti i
professionisti, l’ultima dichiarazione registrata, ovvero quella del dicembre 1998. Che come riportato nel
certificato, fa riferimento all’Atto Amministrativo dell’agosto 1996. Ma data la contestazione in essere, non
ha proceduto alla ricostruzione storica, di come eventualmente il chiostro della chiesa, fosse transitato dal
Comune alla USL/ AST2, visto che dal 1869 il Comune ne era proprietario. E purtroppo come avevo
sostenuto in Consiglio, la ricerca non era corretta, in quanto riferita al solo ri-trasferimento della proprietà,
che a causa della fusione del 1995 in un’unica particella di tutta la proprietà, correttamente conteneva
anche le storiche proprietà del Comune, dato che dal 1980 il complesso ospedaliero era in proprietà al
Comune di Fabriano.

Purtroppo, gli uffici comunali non si sono resi conto, nel momento del ri-trasferimento
alla Regione, che stavano trasferendo alla Regione – ASUR, anche le proprietà storiche del Comune, in
quanto inserite nella unica particella. Quindi così è nato l’errore, che si è trasferito nel tempo, ma bastava
un semplice atto di rettifica del frazionamento, in accordo con AST2, per ripristinare il corretto stato delle
proprietà e non avremmo perso quattro anni di opportunità. L’amministrazione Ghergo ancora una volta,
dimostra in questa vicenda, se ce ne fosse bisogno, che è un Amministrazione più impegnata a considerarsi
“i padroni di Fabriano”, invece che gli Amministratori, nonostante i cittadini gli pagano lo stipendio.