Oratorio Beati Becchetti, Sorci replica alla sindaca e domanda “se è lecito chiedersi se sa di cosa parla”
Di Roberto Sorci, consigliere comunale Gruppo ‘Sorci Fabriano c’è 30001’
Dopo aver letto la dichiarazione del Sindaco, che onestamente devo ammettere, ha una grande faccia tosta e continua a raccontare demagogicamente ai fabrianesi “che i somari volano” è talmente evidente, che non sa, neanche di cosa parla e continua a nascondersi dietro le parole. Gli elenco le sciocchezze che afferma nelle sue dichiarazioni:
– Il patrimonio ASL è stato restituito dal Comune a cavallo del 1995-1996, nel momento, che la ASL ha acquisito la personalità giuridica e non nel 1985. Nel 1985 il Comune era il legittimo proprietario degli immobili ospedalieri, in base al trasferimento della Regione del 1980 (Giunta Regionale Massi). Se invece di fare “il Marchese del Grillo”, avesse ascoltato quello, che in due interrogazioni, ho relazionato al Consiglio Comunale, non direbbe sciocchezze e purtroppo ancora una volta dimostra che non sa di cosa parla.
– Come nella seconda interpellanza in Consiglio Comunale ho spiegato, che il notaio a mio parere, ha fatto in Conservatoria la ricerca sull’atto depositato dalla Regione nel 1996. Atto che purtroppo contiene l’errore fatto in buona fede nel ri-trasferimento. Questo si è verificato perché il Comune nell’aprile1995, ha dovuto accatastare a suo nome, tutte le proprietà dove insisteva il nostro ospedale. Nel trasferimento successivo è transitato il tutto, ad esclusione solo della Chiesa di Sant Agostino, perché catastalmente la chiesa ha una indicazione diversa. Gli uffici comunali hanno tutti i documenti, cominciando dalla corrispondenza interna della ASL dell’ottobre 1995 e quella successiva del professionista che aveva seguito l’accatastamento del 1995 da parte del Comune.
– inoltre, invece di fare ricostruzioni virtuali, le faccio osservare, che lei e il “suo cerchio magico” si dovrebbe porre una domanda: perché in Pinacoteca le statue del maestro dei Beati Becchetti, insieme all’altare gotico posto sull’ingresso della pinacoteca, riportano oltre il luogo di provenienza, la proprietà del Comune, se la proprietà immobiliare non era del Comune- FEC?
Per tornare a quello che non ho fatto come Sindaco, il mio operato nella ricostruzione della città post- terremoto è sotto gli occhi di tutti i fabrianesi. Ma per sua informazione, visto che fa finta di non sapere, la retrocessione dei beni alla ASL, avvenne a cavallo del termine della Giunta Merloni e l’inizio di quella Castagnari e purtroppo, poco dopo avvenne il sisma del settembre 1997, con tutto quello che ne consegui.
A dimostrazione che la proprietà del chiostro era comunale nella consapevolezza generale, dopo il 1997, per l’Oratorio dei Beati Becchetti, ci furono una serie di interventi da parte del Comune di Fabriano:
Richiesta di contributo SISMA 1997, se lo faccia spiegare dal sindaco Santini, per il finanziamento Beni Culturali colpiti dal sisma ’97. Richiesta successivamente inserita della graduatoria regionale al 2057 posto, perché quando la richiesta andò in Conferenza di Servizi, per consentire una veloce riutilizzazione della Chiesa che venne immediatamente finanziata e restaurata, l’esame della parte dell’oratorio e chiostro ecc. fu scorporato, perché considerata un corpo a latere alla chiesa e venne trasferita nuovamente al gruppo di lavoro del sisma e decisero un inserimento distinto da quello relativo alla Chiesa.
Tra la fine del 2005 inizio 20026, la messa in sicurezza del tetto nel lato ex deposito (mezzi comunali e carro funebre) e Oratorio Beati Becchetti e sempre nel 2006, la messa in sicurezza dell’affresco “lignum vitae” del Salimbeni all’interno dell’Oratorio dei Beati, da parte della Soprintendenza di Urbino (dott.sa Claudia Caldari), su richiesta del Comune di Fabriano per la mostra del Gentile del 2006. Mentre il restauro delle cappelle di S. Agostino tornata agibile, vennero finanziate su richiesta del Sindaco di Fabriano, dalla Cassa di Risparmio CARIFAC e Fondazione CARIFAC.
In entrambi gli interventi, il responsabile dell’UTC di Fabriano dell’epoca, era l’ing. Ronconi e gli ricordo che l’ing. Ronconi nel 1980, faceva parte del CdA dell’Ospedale Civile E. Profili e aveva redatto la consistenza immobiliare dell’ospedale per il trasferimento dei beni al Comune. Quindi, per lui le proprietà degli immobili tra ASL e Comune erano note e ben definite. E se non era di nostra proprietà la struttura dirigenziale del Comune, avrebbe consentito, visto che finanziavamo un lavoro su proprietà di terzi, un danno erariale e un accesso di terzi su proprietà di altri?
Quando dice “che è facile reclamare interventi rapidi oggi dai banchi dell’opposizione, dimenticando di non aver regolarizzato la proprietà quando se ne aveva il potere e la responsabilità”, mi viene da sorridere, per quanto mi riguarda, il problema è emerso alla mia conoscenza, solo negli ultimi anni per cui mi sono attivato. A differenza sua e del “suo cerchio magico”, sono andato alla ricerca dei documenti e di chi aveva operato negli Enti interessati. Ma la capisco che è talmente impegnata a farsi i selfie, che scorda che, senza nessuna demagogia, come invece è abituata lei sindaca, da ben due anni ho consegnato all’ assessore Nataloni, la documentazione relativa alla vicenda da me ricercata. Dando anche un suggerimento per consentire un accertamento veloce.
Mentre le sue, sono chiacchere, io parlo di dati oggettivi, certificati dagli atti e non di una pseudo valutazione politica. E le aggiungo, che oltre al valore storico artistico del bene, le proprietà immobiliari, come dovrebbe ben sapere, fanno parte del patrimonio economico finanziario comunale e hanno un impatto nelle scritture contabili del bilancio. E per quanto poco valgano ora, una volta risistemato il compendio immobiliare, il suo valore aumenterà, mentre il “volenteroso comodato”, non produce nessun effetto sulla consistenza del patrimonio. Le aggiungo una nota di colore, si faccia dire dalla responsabile del FAI di Fabriano, di quegli anni, quale Ente l’autorizzava ad accedere all’Oratorio dei Beati Becchetti nelle giornate del Fai. Dalla sua reazione scomposta, ho invece l’impressione, che dietro “le ricostruzioni virtuali” e gli eventuali affidamenti in gestione del patrimonio museale, della tanto sbandierata progettualità, la nostra Amministrazione, invece di fare gli interessi dei cittadini di Fabriano e del territorio, tende alle chiacchiere da salotto e l’“amichettismo “politico.


