Oratorio beati Becchetti di Fabriano, nuova presa di posizione di Roberto Sorci
di Roberto Sorci, consigliere di minoranza gruppo “Sorci Fabriano c’è 30001”
E’ incomprensibile quanto colpevole il totale immobilismo, verrebbe quasi da dire menefreghismo, dell’attuale Amministrazione Comunale Ghergo, su un tema molto importante in cui si intrecciano sicurezza, decoro e rischio di perdita di un prezioso patrimonio artistico-culturale risalente al XIV secolo. L’ignavia dell’Amministrazione Ghergo è esemplare, ci parlano di turismo, di valorizzazione del patrimonio culturale della nostra città è poi, per ignavia, lasciano andare in malora uno dei luoghi più iconici della città, che oltretutto l’amministrazione definisce negli atti pubblici “emergenza artistica- culturale strategica”.
Mi riferisco al Chiostro di Sant Agostino in cui è inserito l’oratorio dei Beati Becchetti, con l’affresco attribuito a L. Salimbeni il lignum vitae. Luogo, in cui fino al 1975, si trovavano le statue lignee attribuite al “maestro dei Beati Becchetti” e il cassone funerario del Nelli, che grazie a il prof. Polsonetti recentemente scomparso e a Roberto Stelluti, sono state fatte restaurare dalla Soprintendenza di Urbino e oggi, fanno bella mostra nella pinacoteca Molajoli. Mi permetto una battuta ironica in proposito “riportano la scritta proprietà: Comune di Fabriano”. Dato il luogo di provenienza delle statue, solo questa dichiarazione di proprietà, avrebbe dovuto far pensare che “qualcosa non andava”. Purtroppo per un errore degli uffici del Comune di Fabriano, avvenuto nel ri-trasferimento degli immobili ospedalieri alla Regione Marche tra il 1995-‘96, l’immobile viene dichiarato di proprietà ASL – AST 2. Quando in realtà il compendio immobiliare: chiostro e Chiesa, sono proprietà del Comune di Fabriano, in virtù della cessione dei monasteri fabrianesi da parte del Ministero degli Interni (FEC) al Comune, avvenuta nel 1868, dopo la spoliazione agli ordini religiosi. Cessione sottoposta al rispetto di alcune regole. Purtroppo per una serie di accadimenti, l’errore è emerso chiaramente, solo dopo il terremoto del 2016, che ha ri-danneggiato tutto il complesso della Chiesa di Sant’Agostino. La Giunta Ghergo, per non rivendicarne la proprietà e quindi procedere al recupero dell’Oratorio dei B. Becchetti, si nasconde per ignavia, dietro un parere notarile, che personalmente ritengo errato, in quanto basato sulla trascrizione dell’atto della Giunta Regionale del 1996, che contiene l’errore accaduto nel ri-trasferimento, senza l’analisi di come il bene contestato, ovvero: il chiostro della chiesa, l’oratorio dei beati becchetti con l’affresco di Lorenzo Salimbeni, la vecchia è storica camera mortuaria e il magazzino dei mezzi comunali, è transitato nel ri-trasferimento alla Regione Marche alla fine del 1995.
Nonostante la presentazione di DUE INTERPELLANZE a partire dal 2022 e la consegna all’Amministrazione Comunale, di buona parte dei documenti, che raccontano la storia dal 1980 del complesso immobiliare compreso l’ospedale Profili. Cominciando DALL’ ATTO DI CONSISTENZA dei beni ospedalieri redatto dal Consiglio di Amministrazione dell’Opera Ospedaliera E. Profili nel 1980, e trasferiti dalla Regione Marche al Comune di Fabriano. Beni immobiliari che dopo circa quindici anni, ovvero nel 1995-’96, sono stati restituiti dal Comune alla Regione Marche, con l’atto in cui si è verificato l’errore che successivamente è stato trascritto. Dopo quasi tre anni stanco, dell’ignavia dell’Amministrazione Ghergo, rendo partecipe l’opinione pubblica, attraverso questo video, perché la nostra città non può permettersi di abbandonare, uno dei suoi luoghi più antichi e affascinanti e dove, in caso di mancati interventi di riassetto, potrebbero verificarsi nuovi crolli e cedimenti, depauperando del tutto le testimonianze artistiche conservate da oltre 800 anni.


