IL PROBLEMA DELL’ALCOL NEL FABRIANESE GIA’ A 12 ANNI

di Marco Antonini

I dati sono allarmanti: nel Fabrianese i giovanissimi iniziano ad abusare di alcol a 12 anni, quando frequentano la scuola media, bevono soprattutto nel fine settimana, non si rendono conto che esagerano, e qualche volta, commettono pure guai. Sono 70 le persone residenti nel comprensorio a cui è stato diagnosticato “l’abuso problematico” che scaturisce dal troppo alcol ingerito e che determina strani comportamenti a casa che fanno scattare la richiesta di aiuto, da parte dei familiari, all’Asur. Tanti i casi all’ordine del giorno che fanno pensare che si beve tanto e con estrema facilità. Capita, infatti, frequentemente auto fuoristrada con automobilisti giovani che fanno tutto soli e all’alcol test hanno un valore due o tre volte superiore al limite consentito. Nonostante questo si mettono al volante incuranti dei danni che potrebbero creare a loro stessi e agli altri. La fotografia è stata scattata sabato mattina nel corso di un convegno che si è tenuto presso il teatro Don Bosco (FOTO) e a cui hanno preso parte anche il vescovo diocesano, monsignor Stefano Russo, l’assessore ai Servizi sociali, Simona Lupini, il dottor Paolo Schiavo, responsabile del Centro Alcologia di Fabriano e Marco Nocchi, responsabile Servizio Politiche Sociali della Regione Marche. “L’obiettivo – spiega l’assessore Lupini – è quello di incentivare tutti quei percorsi che permettono di aiutare chi ha questo tipo di problema. Tutti insieme, Asur, Comune, Diocesi, associazioni, dobbiamo sostenere chi soffre e chi sta vicino a questi soggetti. Ciò che ci preoccupa, infatti, non sono le 70 persone a cui è stata fatta una diagnosi e a cui, di conseguenza, seguirà un programma di disintossicazione, ma il “sommerso”. Sono tanti, soprattutto giovani – rimarca – quelli che abusano, senza combinare guai (cioè senza intervento diretto di forze dell’ordine o Asur) e che convivono con la patologia, senza la consapevolezza che si può superare questo problema”.

L’assessore Lupini ricorda l’importanza degli Alcolisti Anonimi che offrono un servizio indispensabile e l’associazione Al-Anon che è composta da familiari e amici di alcolisti che si prendono cura della famiglia che sta intorno a colui che beve. “La consapevolezza fa la differenza” hanno detto in coro i relatori del convegno, vescovo, medici e assessori in primis, nel lanciare un appello a tutti coloro che si ritrovano in uno di questi quadri descritti. “I giovani che pensano di avere un problema con l’alcol – conclude Simona Lupini – devono affacciarsi, in tutta sicurezza, a questi gruppi, Alcolisti Anonimi e Al-Anon, senza imbarazzo, anche solo per avere informazioni e capire se è il momento di cambiare direzione”.

“Il problema vero – confida un sanitario – è che mentre la droga è illegale, l’alcol sta dappertutto e per un giovane, alle prese con i problemi adolescenziali, trovare alcolici e superalcolici da bere è troppo facile”. L’abuso inizia già in seconda media, a 12 anni, e se non si interviene in tempo si rischia di diventare alcolisti nel vero senso della parola. La sede, a Fabriano, degli Alcolisti Anonimi è in Via Gioberti, 15. Telefono: 07324708. Si può anche consultare il sito www.alcolistianonimiitalia.it nella sezione “dove siamo”. Sulle strade, con l’arrivo della bella stagione, sono stati potenziati i controlli da parte delle forze dell’ordine. I carabinieri sono impegnati con controlli con l’etilometro, soprattutto nel weekend, nelle vie del comprensorio. Nelle ultime settimane otto giovani sono stati denunciati per guida in stato di ebbrezza: avevano un tasso alcolemico tra 0,8 e 2,1 grammi su litro quando il limite massimo consentito dalla legge è 0,5. In uno di questi casi l’automobilista era andato fuori strada perdendo il controllo del mezzo. I militari hanno proceduto al sequestro del mezzo e al ritiro della patente oltre che a elevare una sanzione amministrativa.

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