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Alla Beko di Melano superato target delle uscite incentivate, 66 contro 64 previste

Fabriano – Fine anno ricco di incertezze nel Fabrianese con la vertenza Beko Europe. La Fiom lancia l’allarme: «Impianti a turno unico, cassa integrazione ancora attiva e servono investimenti reali e ricambio generazionale». Ieri i sindacati hanno tracciato un bilancio relativo alla ristrutturazione dello stabilimento di Melano-Marischio. Ad oggi sono uscite, tra licenziamenti incentivati e risoluzioni consensuali, 66 persone, a fronte di un target previsto dall’accordo sottoscritto con Istituzioni e parti sociali nella sede del ministero delle Imprese e del Made in Italy, di un massimo di 64 tute blu. Oltre alle uscite della fabbrica secondo l’accordo sono stati individuati fino a un massimo di 207 esuberi nelle funzioni impiegatizie tra gli uffici centrali di via Merloni e il centro Ricerca e Sviluppo di via Campo Sportivo a Fabriano città. In questo caso le uscite volontarie incentivate sono arrivate a quota 73. Pierpaolo Pullini, Fiom Cgil, commenta: «E’ molto pesante l’utilizzo della cassa integrazione, soprattutto nelle funzioni strategiche che maggiormente sono impattate dalla riduzione di organici voluta dalla multinazionale, a favore di quelle di altri Paesi, in primis la Ricerca e lo Sviluppo del lavaggio». Secondo il sindacalista «si registra una forte difficoltà dello stabilimento, dove diminuisce l’uso della cassa integrazione che non si azzera, come invece avrebbe dovuto essere, e soprattutto circa metà degli impianti, passano a lavorare a turno unico anziché doppio turno avvicendato. Meno pezzi prodotti con meno persone, ma che non lavorano al 100% della saturazione. Ad essere ancora troppo impattate sono le circa 30 persone con ridotte capacità lavorative». Inizio anno un altro vertice al Ministero. La Fiom parla di «scelte commerciali sbagliate che rischiano di mettere in discussione la tenuta dell’accordo e che andrebbero riviste e corrette urgentemente. Si parla di una fabbrica che sarà completamente digitalizzata, ma i tempi sono sconosciuti. Serve una staffetta generazionale, uno sviluppo di competenze adeguate».

m.a.