I primi tre mesi di don Marco Strona in missione a Santiago del Cile
Il sacerdote fabrianese don Marco Strona da tre mesi è a Santiago del Cile in missione. Cuore dell’attività pastorale è l’integrazione dei migranti. «Ho avuto la possibilità di conoscere da vicino – racconta – una realtà complessa e affascinante. Mi sono inserito in ambiti che spaziano dall’accompagnamento delle persone migranti, alla collaborazione con altre realtà ecclesiali e sociali. A Santiago ho incontrato una bella comunità religiosa. Non è stato difficile, per me, abitare con persone di altre culture: nella comunità dove vivo, a parte me, ci sono tre brasiliani e un haitiano». La missione comprende la parrocchia “Nostra Signora di Pompei”, una casa di accoglienza e due centri di formazione e assistenza. La parrocchia, costruita 70 anni fa dai primi migranti italiani, è un centro di ritrovo per le tante comunità migranti dell’America Latina. «Sin dal mio arrivo – dice don Marco Strona, 41 anni – insieme ai confratelli abbiamo individuato la necessità di lavorare intorno al tema dell’integrazione, essendo Santiago un luogo di arrivo della migrazione, dove molti hanno trovato lavoro. Non si tratta solamente di una crescita economica e sociale, ma anche spirituale e culturale. La fede e la pietà popolare dei migranti con cui lavoro hanno arricchito la devozione e la spiritualità dei cileni e hanno contribuito a una nuova comprensione della fede. Attraverso i loro gesti, le preghiere e la loro capacità di affrontare le difficoltà con fiducia – sottolinea – emerge una spiritualità viva e concreta, che invita a guardare la fede con occhi più aperti e inclusivi». Questo scambio tra culture e tradizioni religiose ha reso il cammino della missione scalabriniana stimolante e profondo. «Abbiamo incontrato il Nunzio, l’Università Cattolica, ambasciate e consolati. A tutti abbiamo chiesto “cosa si intende, anche a livello teorico, con il termine integrazione? Cosa possiamo fare insieme?”» conclude. Già messo a disposizione il Ciami (Centro Integrado de Atención al Migrante) come luogo chiave per l’integrazione.
Marco Antonini

