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Sindacati, si torni al Mimit per Beko, Electrolux e Fedrigoni

Fabriano – Fari puntati sulla crisi lavorativa che interessano ormai da anni il comprensorio. Riapre il distretto economico produttivo di Fabriano, dopo la pausa estiva, tra incognite, preoccupazioni e richieste sindacali per riconvocare i tavoli di crisi al ministero delle Imprese e del Made in Italy, nello specifico per Beko Europe, Electrolux e per Fedrigoni. Per quest’ultima si avvicina la scadenza dell’accordo per l’utilizzo della cassa integrazione per un anno, fino a fine dicembre 2025, le ricollocazioni dei dipendenti ex Giano sembra essersi fermata.

Alla Beko Europe sono scattati gli ammortizzatori sociali per un’ottantina di dipendenti, su 110 complessivi, del centro Sviluppo e Ricerca, mentre gli investimenti previsti dall’accordo sindacale sottoscritto, 62milioni di euro in tre anni destinati allo sviluppo di prodotto, processo e per ricerca e sviluppo, ancora non si vedono.

Inoltre, si sta procedendo alla firma delle uscite volontarie con un incentivo fino a un massimo di 90mila euro. Per settembre sia le Istituzioni regionali e locali che gli stessi sindacati di categoria chiedono che si ritorni al Ministero.

Electrolux e i sindacati hanno sottoscritto un accordo che prevede che gli operai del sito di Cerreto D’Esi lavorino sei ore a turno invece di otto, questo per abbattere il numero degli esuberi. La produzione che si effettua nel sito è di circa 82mila pezzo per quest’anno, in calo e vicina al numero dei 70mila pezzi, sogli al disotto della quale, i costi diventano insostenibili. Da qui la richiesta delle parti sociali di riconvocare il tavolo al Mimit. Tutte questioni che vanno affrontate urgentemente al Ministero per evitare il peggioramento del tessuto sociale del comprensorio già messo a dura prova.