Fabriano – Laboratorio Sociale Fabbri, la nota della sindaca
La nota del sindaco di Fabriano, Daniela Ghergo, sul Laboratorio Sociale Fabbri
Le associazioni che svolgono attività sociale per i giovani nel nostro territorio sono molte e con tutte esiste un dialogo aperto e costruttivo. Non fa eccezione l’associazione che gestisce il Laboratorio Sociale Fabbri, promotrice di attività e progetti rivolti a giovani e giovanissimi che trovano negli spazi della sede un luogo di aggregazione. Quello della sede dell’associazione, in spiazzi san Nicolò, e’ uno dei problemi irrisolti ereditati dalla precedente amministrazione, che nel 2019 ha prima concesso l’immobile con contratto di comodato, poi nel 2021 ha intimato lo sgombero dei locali, salvo non dare seguito all’intimazione. I locali sono anche oggetto di una controversia giudiziaria tra il Comune e un soggetto privato sulla titolarità della proprietà. Il contratto di comodato è scaduto nel 2024 e la controversia legale sulla titolarità della proprietà dell’immobile in cui ha sede il Laboratorio Fabbri ne impedisce il rinnovo. Per questo, come di prassi avviene alla scadenza dei contratti, gli uffici comunali hanno inviato all’associazione l’invito a rilasciare i locali. Non è un’ordinanza di sfratto ma un invito a rilasciare l’immobile, nel quale, anche a causa della controversia sulla proprietà dello stesso, non è più possibile nemmeno allacciare le utenze. Si tratta quindi di un atto dovuto assunto su indicazione dell’avvocatura comunale ma l’amministrazione, come già comunicato dal Sindaco alle due rappresentanti dell’associazione nell’incontro del 31 maggio scorso, si sta impegnando già da tempo per risolvere una vicenda che dura da anni. L’amministrazione e’ consapevole dell’importanza del dialogo con le associazioni giovanili e si sta già impegnando per trovare una soluzione nel rispetto delle regole e della legalità.
La replica dell’ex sindaco, Gabriele Santarelli
Questo modo di mentire non è più tollerabile. La mia amministrazione non ha mai emesso una ordinanza di sgombero. Fu l’allora Dirigente a emettere un atto in modo del tutto inopinato senza alcun coinvolgimento e senza informare l’amministrazione. Un atto talmente privo di ogni fondamento emesso senza alcuna competenza da parte del Dirigente che non aveva mai ricevuto alcuna indicazione in merito da parte della Giunta e, anzi, così contrario alla volontà dell’Amministrazione da non essere stato seguito da alcuna azione. La realtà è un’altra: la Sindaca prova ancora una volta a gettare la colpa su altri per coprire la propria inadeguatezza nel gestire qualsiasi situazione che non sia ordinaria ammistrazione. Per questo ricorrere a esternalizzazioni dei servizi, alla svendita del patrimonio comunale e si occupa continuamente di materie che non sono di sua competenza parlando di materie regionali e nazionali mentre la città affonda. La realtà e che nel 2017 abbiamo ereditato da loro una situazione scottante con un immobile occupato e una ordinanza di sgombero mai eseguita quella si firmata dal Sindaco che oggi siede tra i banchi della maggioranza e ricopre la carica di Presidente dell’Unione Montana. Noi abbiamo regolarizzato la situazione responsabilizzazione i ragazzi che hanno dovuto fondare una associazione per poter gestire quello spazio. La missiva inviata al Fabbri parla chiaro e parla chiaramente di sgombero per motivi di pubblico interesse non specificati. Ci spieghi la Sindaca quali sono questi interessi e invece di puntare il dito contro il resto del mondo intervenga per risolvere l’ennesimo problema che lei stessa ha provocato. Non accampi nemmeno la scusa del contenzioso perchè non è assolutamente vero che impedisca il rinnovo del comodato che è stato richiesto come da contratto dall’associazione senza avere ricevuto mai alcuna risposta. La realtà è che il Sindaco non conosce la città che dovrebbe amministrare e sta inanellando una serie imbarazzante di errori che si ripercuotono su tutta la comunità.

