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Beko, azienda valuta di investire 300milioni euro in Italia. Nuovo summit il 10 febbraio

Roma – La disponibilità di Beko ad iniziare un confronto sul nuovo piano industriale, senza aprire la paventata procedura di chiusura e di licenziamento, costituisce il presupposto minimo per iniziare una trattativa. Tuttavia le disponibilità aziendali sono ancora estremamente generiche. Beko ha parlato di un piano di investimenti più cospicuo pari a 300 milioni di euro, ha fatto intravedere la possibilità di non chiudere Comunanza e di prevedere un percorso di tre anni per Siena, dove comunque ribadisce la volontà di cessare la produzione. Grazie alla lotta dei lavoratori, governo e istituzioni locali hanno offerto il loro sostegno supportare gli investimenti e ad acquistare l’immobile di Siena garantendone la destinazione industriale. Rivendichiamo che tutte queste prese di posizione si traducano in proposte concrete già nel prossimo incontro previsto per il 10 febbraio. Finché non sarà garantita la continuità produttiva e occupazionale per tutti i 4.400 lavoratori italiani, continua non solo il confronto, ma anche la lotta. Così gli uffici stampa Fim, Fiom Uilm e Uglm
La Regione Marche
“Un incontro importante perché, dopo il tavolo del 10 dicembre che non lasciava presagire bene rispetto alle posizioni dell’azienda, oggi abbiamo registrato una disponibilità a ridiscutere un nuovo piano industriale e a bloccare l’avvio di quelle procedure annunciate in precedenza che tanto creavano preoccupazione nei nostri territori sia per lo stabilimento di Comunanza che per Fabriano”. Queste le parole del presidente della Regione Francesco Acquaroli che oggi pomeriggio ha preso parte al vertice presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) sulla vertenza Beko Europe. Alla riunione, presieduta dal Ministro Adolfo Urso, hanno partecipato tra gli altri l’assessore al Lavoro Stefano Aguzzi e allo sviluppo economico Andrea Maria Antonini, il sottosegretario al Mef Lucia Albano, il commissario straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli, rappresentanti delle altre Regioni coinvolte, dell’azienda, delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni locali, a partire dai sindaci di Comunanza e Fabriano. Al centro dell’incontro, la necessità di individuare soluzioni per scongiurare la chiusura dello stabilimento di Comunanza, evitare il drastico ridimensionamento dei livelli impiegatizi di Fabriano e rilanciare l’intero distretto industriale.
“Sicuramente – ha proseguito Acquaroli – ancora tanto c’è da fare e da discutere perché il percorso sarà lungo, ma siamo positivi di fronte alla disponibilità del Governo, che ringraziamo, a supportare e sostenere questa fase di rilancio economico di questo settore strategico intervenendo anche in sede europea per far comprendere la necessità di non delocalizzare questi siti produttivi, tanto più in un settore che per rappresenta l’eccellenza manifatturiera nazionale e marchigiana come in questo caso. È stata anche rinnovata la disponibilità delle istituzioni regionali a collaborare con tutti gli strumenti a nostra disposizione per tutelare tutti i lavoratori. Vogliamo essere fiduciosi ma non abbassiamo la guardia: ci rivedremo tra la fine di febbraio e i primi di marzo per valutare quali sono le reali disponibilità che l’azienda metterà in campo”.
La sindaca Ghergo

All’incontro che si è tenuto nel pomeriggio al Ministero delle Imprese e del Made in Italy Beko ha garantito maggiori investimenti per i siti produttivi (300 milioni di euro) e si è dichiarata disponibile ad iniziare un confronto su un nuovo piano industriale, rinunciando ad aprire le procedure di chiusura e di licenziamento. Su queste basi da oggi inizia una trattativa che sara’ serrata, con l’obiettivo di difendere ogni singolo posto di lavoro. Dal 10 febbraio si avvieranno confronti per indurre Beko a definire i dettagli del piano di investimenti e di quello occupazionale. Sara’ una trattativa impegnativa ma i lavoratori sanno che le istituzioni, a tutti i livelli, sono dalla loro parte. Fabriano farà’ valere l’importanza della propria tradizione industriale e delle competenze dei propri lavoratori per garantire un futuro al nostro territorio.

m.a.