Calcio – L’esempio del Sassoferrato Genga. Incarichi a Marianna Rizzo, Tiziana Ligi e Wanda Paradisi

Sassoferrato – Non è frequente, soprattutto in un ambiente storicamente connotato da una forte componente maschile, come quello calcistico, che una donna ricopra un ruolo dirigenziale. Nel nostro caso le rappresentanti del gentil sesso chiamate a svolgere un compito manageriale o, comunque, di tipo organizzativo sono addirittura tre: Marianna Rizzo, dirigente responsabile del settore giovanile della Scuola calcio “Mauro Filipponi”, che fa capo alla ASD Sassoferrato Genga, Tiziana Ligi, segretaria della citata associazione sportiva, e Wanda Paradisi, dirigente di categoria. Un bell’esempio di concreta applicazione della parità di genere, a testimonianza che a fare la differenza, almeno nell’ambiente sportivo locale, non è la diversità di sesso, ma le capacità professionali e la meritocrazia. Oltretutto la Scuola calcio sentinate ha una struttura organizzativa complessa, basti pensare che quest’anno, con il ripristino della categoria juniores, conta ben centotrentanove giovanissimi atleti, suddivisi per fasce d’età nelle categorie Primi calci, Piccoli amici, Pulcini, Giovanissimi, Esordienti, Allievi e, appunto, Juniores. Una struttura di ampio respiro, dunque, che richiede capacità organizzative e gestionali di un certo spessore.
Abbiamo chiesto alla Rizzo quali difficoltà ha incontrato in un ambiente così decisamene caratterizzato da figure maschili. «All’inizio, precisamente lo scorso anno – spiega la giovane dirigente – allorché sono entrata a far parte del club in qualità di dirigente di categoria, avevo qualche pregiudizio e un po’ di preoccupazione, ma in realtà sono stata accolta con grande cordialità e disponibilità da parte di tutti e, pertanto, mi sono sentita integrata sin da subito». Sulla stessa lunghezza d’onda Tiziana Ligi, la quale sottolinea: «L’ambiente in cui io e Marianna operiamo è familiare ed ospitale. Un contesto in cui si respira un’aria collaborativa, dove l’impegno quotidiano, il senso di responsabilità, lo spirito del volontariato e la voglia di migliorarsi sono elementi che caratterizzano l’operato di tutti i componenti dello staff sia tecnico che dirigenziale». Alla Rizzo abbiamo domandato inoltre quali siano in particolare le sue competenze. «Sono molteplici, a cominciare dal reperimento e dalla gestione delle risorse economiche, dai rapporti con i club calcistici, con lo staff dirigenziale della scuola calcio e con i genitori dei ragazzi. Mi occupo inoltre dell’organizzazione di convegni e corsi formativi finalizzati a sensibilizzare i giovani su temi di natura sociale e sportiva, quali l’importanza di una sana alimentazione, del corretto uso dei social, del fenomeno del bullismo, della prevenzione dalle dipendenze di alcool, droghe ecc. Per quanto concerne il rapporto con le altre realtà calcistiche, mi piace evidenziare che da questa stagione abbiamo attivato un’importante collaborazione con la società professionistica Sassuolo che milita nella massima serie nazionale, attraverso l’iniziativa “Generazione S”». Dunque, lei ha tante cose di cui occuparsi. «E’ un compito impegnativo, ma anche stimolante – afferma Marianna – che richiede equilibrio, apertura mentale, lungimiranza, conoscenza delle problematiche del mondo giovanile e, sotto questo profilo, cerco di mettere a frutto la mia esperienza di mamma. Comunque il rapporto con gli stessi genitori dei ragazzi è improntato alla collaborazione reciproca e questo agevola sicuramente il mio lavoro». Non meno impegnativa è l’attività della Ligi. «Il lavoro di segreteria – osserva Tiziana – richiede molto tempo, pazienza e attenzione. Si ha a che fare con le carte e i bollettini, tra quote di iscrizioni, tesseramento degli atleti, prenotazioni di visite mediche, convocazioni per le partite, comunicazioni per incontri, convegni e così via. Ma tutto questo non mi pesa perché è un’attività rivolta al bene dei ragazzi». La terza dirigente, Wanda Paradisi, si dedica invece, con la stessa passione e competenza delle colleghe, agli aspetti legati alla visibilità e alla promozione dell’attività della scuola calcio, in particolare dei social. Dunque, tre giovani donne impegnate nello sport, che spesso sottraggono del tempo alle proprie incombenze familiari e che non hanno un ruolo di grande visibilità, ma che svolgono, all’insegna del puro spirito del volontariato, un importante servizio sociale per la formazione delle giovani e giovanissime generazioni. E oltretutto portano, in un ambiente generalmente “serioso” come quello sportivo, una ventata di brio e di freschezza femminile che non guasta, tutt’altro.

t.l.