Fabriano e Sassoferrato: due spettacoli a teatro

Fabriano – Oggi, sabato 11 marzo, al Teatro Gentile di Fabriano appuntamento con Non è vero ma ci credo, una delle commedie più divertenti di Peppino De Filippo, interpretata da Enzo Decaro con la regia di Leo Muscato. Lo spettacolo è proposto nell’ambito delle stagioni teatrali promosse dal Comune con l’AMAT e realizzate con il contributo della Regione Marche e del MiC. Accanto ad Enzo Decaro ci sono gli attori Carlo Di Maio, Roberto Fiorentino, Carmen Landolfi, Massimo Pagano, Gina Perna, Giorgio Pinto, Ciro Ruoppo, Fabiana Russo, Ingrid Sansone. Le scene dello spettacolo – prodotto da Gitiesse Artisti Riuniti, Teatro Stabile Veneto – Teatro Nazionale Luigi Ferrigno – sono di Luigi Ferrigno, i costumi di Chicca Ruocco, il disegno luci di Pietro Sperduti.

“Ho mosso i primi passi nel mondo del teatro quando avevo poco più di vent’anni – racconta il regista Leo Muscato – mi ero trasferito a Roma per fare l’università e non sapevo ancora nulla di questo mestiere. Mi presentai a un provino con Luigi De Filippo e lui mi prese a bottega nella sua compagnia. Mi insegnò letteralmente a stare in palcoscenico, dandomi l’opportunità di vivere la straordinaria avventura delle vecchie tournée da 200 repliche l’anno. Rimasi con lui per due stagioni; poi mi trasferii a Milano per studiare regia. Ci siamo rivisti ventidue anni dopo, pochi mesi prima che morisse. Mi chiese di pensare a un progetto da fare insieme. Ne pensai mille, ma non abbiamo avuto il tempo di realizzarne uno. Ho deciso di inaugurare questo nuovo corso partendo proprio dal primo spettacolo che ho fatto con lui, Non è vero ma ci credo. Rispettando i canoni della tradizione del teatro napoletano, proveremo a dare a questa storia un sapore più contemporaneo. Quella che andremo a raccontare è una tragedia tutta da ridere, popolata da una serie di caratteri dai nomi improbabili e che sono in qualche modo versioni moderne delle maschere della commedia dell’arte. Il protagonista di questa storia assomiglia tanto ad alcuni personaggi di Molière che Luigi De Filippo amava molto. L’avaro, avarissimo imprenditore Gervasio Savastano, vive nel perenne incubo di essere vittima della iettatura. La sua vita è diventata un vero e proprio inferno perché vede segni funesti ovunque: nella gente che incontra, nella corrispondenza che trova sulla scrivania, nei sogni che fa di notte. Forse teme che qualcuno o qualcosa possa minacciare l’impero economico che è riuscito a mettere in piedi con tanti sacrifici. Qualunque cosa, anche la più banale, lo manda in crisi. Chi gli sta accanto non sa più come approcciarlo. La moglie e la figlia sono sull’orlo di una crisi di nervi; non possono uscire di casa perché lui glielo impedisce. Anche i suoi dipendenti sono stanchi di tollerare quelle assurde manie ossessive. A un certo punto le sue fisime oltrepassano la soglia del ridicolo: licenzia il suo dipendente Malvurio solo perché è convinto che porti sfortuna. L’uomo minaccia di denunciarlo, portarlo in tribunale e intentare una causa per calunnia. Sembra il preambolo di una tragedia, ma siamo in una commedia che fa morir dal ridere. E infatti sulla soglia del suo ufficio appare Sammaria, un giovane in cerca di lavoro. Sembra intelligente, gioviale e preparato, ma il commendator Savastano è attratto da un’altra qualità di quel giovane: la sua gobba. Da qui partono una serie di eventi paradossali ed esilaranti che vedranno al centro della vicenda la credulità del povero commendator Savastano. Peppino De Filippo aveva ambientato la sua storia nella Napoli un po’ oleografica degli anni 30. Luigi aveva posticipato l’ambientazione una ventina d’anni più avanti. Noi seguiremo questo sua intuizione avvicinando ancora di più l’azione ai giorni nostri, ambientando la storia in una Napoli anni 80, una Napoli un po’ tragicomica e surreale in cui convivevano Mario Merola, Pino Daniele e Maradona”.

Informazioni e biglietti:  Fabriano Teatro Gentile 0732 3644, on line su www.vivaticket.com. Inizio spettacolo: Fabriano ore 21.

Sassoferrato

Al Teatro del Sentino l’appuntamento, oggi, sabato 11 marzo alle ore 21, è con un recital all’insegna della risata: Faccia un’altra faccia. Protagonista centrale dello spettacolo un volto noto del panorama artistico nazionale: Tiziana Foschi. L’artista romana ci mette la…faccia, la sua, tosta e schietta come sempre, per rappresentare quelle di vari personaggi, spesso singolari, talvolta buffi oppure strani, che ha incontrato nel percorso della sua carriera e della sua vita, dagli inizi con il famoso quartetto “Premiata Ditta” fino ad oggi. Attrice dalla straripante vis comica, ma anche versatile e intensa – basti pensare alla magistrale interpretazione drammatica esibita in Pesce d’Aprile accanto a Cesare Bocci – la Foschi torna al Teatro del Sentino con la “complicità” in scena di una solida spalla, quella di Antonio Pisu, attore, regista e sceneggiatore di grande talento e sensibilità artistica. I testi della rappresentazione sono firmati dalla Foschi, da Pisu e da Francesca Zanni, mentre è lo stesso Pisu a curarne la regia. Faccia un’altra faccia è uno spettacolo divertente e coinvolgente dove, in sala, lo spettatore può riconoscere persone della propria quotidianità o del proprio vissuto. E’ la stessa Foschi a spiegare il senso di questo suo lavoro teatrale: «Persone, tipologie umane che ho visto passare (ma anche restare) in molti anni di questo mestiere. Facce che in scena si amplificano, diventano grottesche pur di strappare una risata, e in platea ognuno riconosce il vicino di casa, il giornalaio, il collega d’ufficio, la suocera, ma mai se stesso. È l’antico gioco della parodia: trasformare persone in personaggi e situazioni quotidiane in ciò che vale la pena di raccontare. Del resto le storie di uomini e di donne sono sempre state il bersaglio della mia curiosità e il trasformismo l’abito ideale alla mia timidezza. Le mie facce sono proiezioni di realismo, sono facce contemporanee, che raccontano l’attualità, ma anche facce di sogno cinico e garbato. Sono i tanti connotati che ho. “La faccia è l’unica zona del corpo che mostriamo nuda”. A volte è inclusiva e accogliente, altre è scostante, inadeguata. Questo spettacolo cerca di scatenare una risata, stimolare un pensiero, suscitare un ricordo…cerca una nuova faccia da mostrare». In sostanza, novanta minuti di puro e sano divertimento, ma anche di “amarcord”, attraverso una serie di “scenette”, che si succedono dopo rapidissimi e godibili trasformismi dettati dalla “costruzione” del personaggio di volta in volta da rappresentare in scena, che evidenziano le capacità gestuali, la vena comica e la straordinaria mimica della Foschi. Info: Comune di Sassoferrato – tel. 0732/956222-231 – cell. 377/1203522 – fax 0732/956234, e-mail: info@comune.sassoferrato.an.it – web: www.comune.sassoferrato.an.it , area “Teatro”.

m.a.