Raddoppio ferroviario, Comitato Gola della Rossa scrive a Mattarella

Genga – Una missiva, al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, da parte del Comitato Gola della Rossa, firmata dall’ingegner Euthimios Kotroniàs, sul raddoppio della ferrovia Ancona-Roma, nel tratto Genga-Serra San Quirico. «Ridurre la devastazione dell’entroterra» l’appello dei residenti. L’iniziativa a poche ore dalla presentazione dell’esito del Dibattito Pubblico con cittadini, enti e comitati che hanno chiesto varianti all’opera per tutelare l’ambiente. Proprio a ridotto della Giornata mondiale dell’ambiente, la lettera al Capo dello Stato. In primo piano il lotto 2, tra Genga e Serra San Quirico. Tutto è iniziato il 12 gennaio scorso quando è stato inviato alle parti interessate il Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica composto da più di 500 elaborati in 30 volumi emessi negli ultimi 5 anni da Italferr, società di ingegneria di Rete Ferroviaria Italiana. Il progetto in questione fa parte di un programma pluriennale di investimento articolato su 3 Lotti dal valore di circa 1 miliardo di euro e con previsione di completamento a fine 2035. La progettazione esecutiva, la realizzazione e messa in servizio del Lotto 2, quello di cui è terminato da poco il Dibattito Pubblico, il primo a partire, è previsto iniziare a febbraio 2023. Completamento a dicembre 2026. «L’opera che si prefigge la modernizzazione e il contributo nello sviluppo turistico ed economico delle aree che attraversa, si basa su delle previsioni finanziarie, economiche, sociali e demografiche di grande respiro fino all’anno 2050, senza alcuna valutazione dei rischi connessi, approccio che ad oggi nella “best practice” del forecasting professionale, risulta alquanto controverso» si legge nella lettera. «In corrispondenza del Parco Naturale Gola della Rossa e di Frasassi, il progetto prevede una serie di interventi infrastrutturali di gallerie, viadotti e nuove vie che sostanzialmente stravolgono, deturpano e distruggono un’oasi con particolare fauna e flora, nonostante raccomandazioni di studi e relazioni di organi competenti interni ed esterni alle Ferrovie» sostiene il Comitato. In un altro passaggio, in riferimento alla vallata di Genga, è stato scritto a Mattarella che «verrà totalmente distrutta e attraversata da un mostro ecologico appoggiato su pilastri che sprofondano in valle, spogliando la verginità del paesaggio e sfrattando irreversibilmente la presenza faunistica con violenza». Poi la conclusione: «Richiediamo fermamente a Lei come Capo dello Stato, garante della Costituzione, attento e vigile per la protezione del nostro pianeta, di pretendere che l’ente esecutore riveda il tracciato del progetto secondo una variante che non comprometta così pesantemente la vivibilità dei Comuni coinvolti, il paesaggio e la bellezza naturalistica». Spiega il presidente del Comitato, Kotroniàs: «Al Presidente Mattarella la nostra preghiera di intervenire affinché la realizzazione del raddoppio ferroviario venga modificata secondo un tracciato che possa evitare la devastazione delle nostre aree». Questo pomeriggio, alle ore 17, intanto, si terrà online l’incontro di presentazione della relazione conclusiva del Dibattito Pubblico

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