Una società per il settore “ufficio” delle Cartiere. “Esploriamo tutti gli scenari”

Fabriano – Una nuova società, interna a Fedrigoni, per il settore “ufficio”, quello che comprende le famose risme di carta per le fotocopie conosciute in tutto il mondo. E’ una delle novità emerse ieri nel corso dell’incontro tra l’amministratore delegato del Gruppo, Marco Nespolo e i sindacati. Tradotto in parole semplici: la domanda è in calo e i segmenti a bassa marginalità devono rendere di più. Come sfruttare meglio le potenzialità? Tutte le strade sono percorribili, dall’azienda, intanto, ripetono che “non c’è nessuna idea di vendita in questo momento”. I riflettori si accendono su questo settore per ufficio relativo agli stabilimenti fabrianesi. Il Gruppo, infatti, ha deciso di delimitare più chiaramente il perimetro di “Fabriano Ufficio” creando una società separata, 100% di Fedrigoni, ma con una propria personalità giuridica, così da consentire al top management di avere un perimetro più chiaro di azione. “Il brand Fabriano è per noi un asset strategico – dichiara l’amministratore delegato, Nespolo – che vogliamo mantenere e rafforzare all’interno del percorso di crescita globale di Fedrigoni. Non c’è alcun piano definito, ma stiamo esplorando tutti gli scenari percorribili per ottenere il massimo potenziale dal segmento ufficio, come la riconversione di alcune macchine, la creazione di partnership industriali o di collaborazioni, il cambiamento nei volumi venduti e nel mix di prodotti, privilegiando quelli più profittevoli e con maggiore potenziale di crescita”. Un’operazione, quindi, diversa da quella effettuata l’anno scorso quando ci fu la cessione separata di alcuni asset per la produzione di banconote e carta per passaporti. I sindacati, ieri pomeriggio, hanno avuto più di una riunione e non è esclusa, oggi, una presa di posizione perché la notizia della nuova società è stata accolta con preoccupazione dalle parti sociali. Intanto è la situazione globale a modificare tutto il mondo del lavoro. Negli ultimi 24 mesi il mercato della carta ha subìto profonde discontinuità: prima con l’emergenza Covid, poi con la carenza e il rincaro senza precedenti delle materie prime inclusa l’energia e il gas, infine con la guerra. “Nonostante questo Fedrigoni ha saputo garantire la continuità del business – dice Nespolo – e nella divisione carta questo ci ha portato a spostare gradualmente la produzione verso il mondo del packaging di lusso e delle altre applicazioni creative e artistiche, di cui abbiamo sensibilmente aumentato volumi e vendite”. Le prospettive per il 2022 sembrano buone e il bilancio 2021, che sarà ufficializzato nelle prossime settimane, ha numeri in crescita. Tra le ricadute il premio unico di risultato per 2.200 dipendenti in Italia con un importo che va da 2.800 a 3.450 euro. Il Gruppo negli ultimi due anni ha poi assunto in media 130 persone l’anno in Italia. “Nel 2021 – conclude Nespolo – abbiamo spinto l’acceleratore sugli investimenti, oltre 66 milioni di euro, il 40% in più del 2020. Anche nell’area Fabriano, Pioraco, Castelraimondo realizzeremo interventi di potenziamento dei macchinari per rendere sempre più sostenibile il processo produttivo”.

Marco Antonini

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