Bollettini lampade votive. La protesta: “Portiamoli in Comune”. Il sindaco sollecita gli uffici

Dall’estate 2020 il settore 8 del cimitero di Santa Maria, il principale camposanto di Fabriano, è chiuso per inagibilità. Nei giorni scorsi l’ennesima protesta degli utenti che hanno lì sepolti i loro cari e che, nella cassetta della posta, in prossimità dell’Epifania, hanno trovato nuovamente il bollettino con il canone annuale 2021 da dover pagare. “Uno schiaffo dell’Amministrazione comunale” è stata definita, da alcuni fabrianesi, la spedizione del conto relativo alle lampade votive. Andrea Cesaroni, PD, lancia una provocazione: “Se il Comune non azzererà il canone da pagare, l’idea è quella di portare tutte le bollette avanti la sede del Comune di Fabriano e lasciarle lì”.

Sulla vicenda interviene il sindaco, Gabriele Santarelli, che se la prende con gli uffici comunali e sollecita un intervento. Dichiara il primo cittadino: “Per il discorso delle lampade votive già nel febbraio del 2021 avevo chiesto all’ufficio apposito di prevedere nella delibera delle tariffe dei servizi a domanda individuale per i cimiteri l’esenzione e la riduzione per chi, per qualsiasi motivo, non poteva usufruire del servizio per periodi più o meno prolungati”. Una decisione, quindi, era stata presa, secondo il primo cittadino, con l’obiettivo di venire incontro a chi, purtroppo, in tutto questo periodo, non ha potuto far visita ai propri defunti, né portare un fiore per l’anniversario della scomparsa, né poter recitare una preghiera sulla tomba. Prosegue Santarelli: “Quanto avevo chiesto gli uffici non l’hanno fatto. Ho nuovamente ribadito la richiesta un paio di settimane fa perchè la delibera delle tariffe in questione viene approvata ogni anno con il Bilancio”. Ora si attende di conoscere come andrà a finire questa vicenda visto che, nei giorni scorsi, gli utenti avevano anche lamentato che il bollettino per pagare la quota lampade votive 2021 era arrivato a casa già oltre la data della scadenza. Sui lavori al settore 8, il più danneggiato e chiuso da più di un anno e mezzo, il sindaco non fa previsioni circa la riapertura che non dovrebbe avvenire a breve. “Dobbiamo rifinanziare i lavori e ciò sarà fatto quando potremo applicare l’avanzo di amministrazione” il punto del sindaco.

Intanto l’opposizione alza la voce. Andre Cesaroni, Partito Democratico: “L’amministrazione comunale si metta una mano sulla coscienza almeno sui morti. Da giugno 2020 fino ad oggi parenti ed amici dei settori 8 e 9 del cimitero Santa Maria non riescono più ad andare a trovare i defunti. Non è accettabile un silenzio così lungo da parte di chi governa. A queste persone la luce da pagare arriva ancora, come ogni anno, senza esenzione da esercitare come danno creato da terzi. Chiedo un passo indietro del Comune per eliminare l’intero periodo da pagare. Auspico che i settori inagibili siano riaperti presto. I defunti – conclude – sono stati lasciati troppo tempo soli”. Alcuni utenti si appellano al Comune. “Anche questo anno ho pagato, a malincuore. Speriamo che la lampada votiva sia accesa visto che siamo tutti impossibilitati a verificare. Il mio dovere l’ho fatto! Il Comune quando darà a me ed alle persone che hanno i loro parenti in quell’ala di cimitero la possibilità di visitarli? Qualcuno si deve vergognare” il pensiero, demoralizzato, di un fabrianese.

Marco Antonini

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