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“Janus”, si sperimenta nuovo modello welfare con Ambito 10 e Unione Montana

Il territorio Fabrianese è stato negli ultimi anni al centro di importanti eventi, economici, sismici e, per ultimo, la pandemia COVID, che hanno drammaticamente modificato la vita dei cittadini e di conseguenza hanno indotto una riflessione sull’adeguatezza del sistema di servizi. “Grazie al sostegno della Fondazione CariVerona – afferma Ugo Pesciarelli, Presidente dell’Unione Montana dell’Esino Frasassi, capofila del progetto “Janus” – andremo a sperimentare, sul territorio dei Comuni di Fabriano, Sassoferrato, Genga, Cerreto d’Esi e Serra San Quirico, un percorso finalizzato a rafforzare i fattori di resilienza, sociale ed individuale / familiare costruendo un nuovo modello di welfare-mix : saranno potenziate la capacità di ascolto del territorio e l’emersione delle situazioni di difficoltà, la governance, le relazioni e le integrazioni pubblico-privato sociale; verrà rafforzata la progettazione e la gestione del sistema dei servizi, sia dando continuità alle attuali risorse che generandone di nuove, per orientarlo verso la capacità di accogliere e di dare risposte integrate, personalizzate e di prossimità; troveranno nuovo vigore i pilastri della coesione sociale”.

Obiettivi ambiziosi quelli di “Janus”: la divinità latina che dà nome al progetto è la metafora di un territorio che mai come ora ha bisogno di riconoscere ed elaborare il proprio passato per costruire un’identità compatibile con le esigenze del presente e soprattutto per riprogettare il percorso di sviluppo mettendo a sistema le risorse, sociali economiche ambientali disponibili.

Il primo risultato del progetto è la creazione di una Cabina di Regia composta dai rappresentanti della rete e dei servizi territoriali: un “luogo” in cui integrare e valorizzare le sinergie, un osservatorio permanente sui legami di comunità, che rileverà potenzialità inespresse e situazioni di emarginazione. Emarginazione anche geografica che spesso si traduce, per gli abitanti dei piccolissimi insediamenti urbani, in isolamento sociale, impossibilità di accesso ai servizi essenziali, ridotta autonomia. “Janus” vuole entrare in queste micro-comunità, attivando unità operative locali e strumenti avanzati di accesso ai servizi, come l’App dedicata, che sarà operativa dal prossimo settembre.

Sono 8 i partner operativi coinvolti nel progetto: si tratta di associazioni attive da anni sul territorio, quali la 4 maggio 2008, AVULSS Fabriano, Associazione Alzheimer Marche Onlus, APS Quadrifoglio, Associazione Un Battito di Ali Onlus, Associazione Attivamente Alzheimer Fabriano, AUSER Fabriano, Caritas Fabriano Matelica; la rete iniziale si è già allargata alle Organizzazioni Sindacali ed al Distretto Sanitario. Il coordinamento operativo è affidato all’Ambito Territoriale Sociale 10, il cui Coordinatore Lamberto Pellegrini così si esprime: “Janus è un progetto complesso e si svilupperà in un momento importante della programmazione dei servizi, quello della redazione dei nuovi Piani Territoriali di Zona, strumento tecnico-politico per la definizione delle azioni e si pone nella direzione della collaborazione pubblico-privato, così importante per la co-progettazione e la gestione degli interventi.” In questi giorni si sta sviluppando una rilevazione, prima nel suo genere su quest’area, che coinvolgerà almeno 400 testimoni privilegiati, scelti tra le Istituzioni, il terzo settore, i medici di base, i parroci ed altre figure carismatiche delle comunità, con l’obiettivo di elaborare un quadro, il più variegato possibile, dei punti di forza e di debolezza, dei bisogni e delle soluzioni in essere; un primo passo conoscitivo indispensabile per prendere decisioni contestualizzate ed in linea con i bisogni del territorio. (cs)