CHIOSTRO ASP SANTA CATERINA, LETTERA AL SINDACO PER FAR RIPARTIRE I LAVORI

Fabriano – “Gli ospiti dell’ASP di Santa Caterina di Fabriano quasi reclusi per inefficienza del Comune”. Così, in una lettera, Massimo Scipioni, figlio di una utente che vive nella struttura fabrianese. L’uomo scrive una lettera al primo cittadino, Santarelli, per chiedere di sbloccare e velocizzare i lavori. Sulla vicenda interviene anche il presidente Asp, Giampaolo Ballelli: “Sono opere di miglioramento sismico e aggiornamento degli impianti molto importanti. La ripresa dei lavori riguarda il Comune ed i tecnici incaricati, noi come Asp non abbiamo voce in capitolo. Abbiamo sollecitato e sollecitiamo la conclusione delle opere.”

La missiva di Scipioni

“Signor sindaco, Gabriele Santarelli, lei ben conosce la situazione del chiostro della ASP di Santa Caterina in quanto ci siamo già confrontati. I lavori sono fermi da ottobre 2020 causa Covid, ad oggi in maniera incomprensibile a distanza di diversi mesi, sono ancora bloccati. Faccio presente che il chiostro è l’unica area per far vivere in maniera decorosa gli ospiti. Ho tentato, come lei sa, di mettermi in contatto con il responsabile dell’Ufficio Tecnico per avere chiarimenti sulla situazione, sia per mail che ripetutamente per telefono senza alcun successo. Mi risulta che lunedì 17 maggio, dopo il suo intervento, doveva esserci un incontro tra comune, responsabile ASP e ditta appaltatrice, ma il responsabile dell’Ufficio Tecnico prima ha spostato l’appuntamento dalla mattina al pomeriggio poi nel pomeriggio, senza nessun avvertimento, non si è presentato e non ha neanche concordando un’altra data, quindi come con il gioco dell’oca si riparte dall’inizio. Per il mio trascorso professionale sono abituato ad andare a fondo alle questioni, quindi dopo un mese non essendo riuscito con queste modalità nell’intento di ridare spazio vivibile a persone fragili già notevolmente provate in tutti i sensi, se a breve non ci saranno delle azioni concrete passerò la pratica ad un avvocato per vedere quale è la strada da percorrere per giungere all’obiettivo. Mia madre, ospite della struttura, non è stata uccisa dal covid, ma lo farà l’inefficienza pubblica”.

m.a.

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