UN NUOVO ORIZZONTE AL VIVARELLI: LA COLTURA IDROPONICA

Fabriano – Novità all’Agraria di Fabriano in vista delle iscrizioni per il nuovo anno scolastico di cui, in queste settimane, sono in corso incontri nell’ambito della “Scuola aperta” per far conoscere a tutti questa realtà apprezzata non solo nel comprensorio.

Nel quadro della continua evoluzione progettuale che contraddistingue l’Istituto Tecnico Agrario “Vivarelli” di Fabriano, si sta implementando un nuovo profilo di produttività agricola: la coltura idroponica. La dimensione formativa dell’indirizzo agrario dell’IIS “Morea-Vivarelli” è costruita sul rapporto fra le attività didattiche e quelle dell’Azienda Agraria annessa, organismo assolutamente particolare – coordinato dal professor Francesco Sbaffi – in quanto risponde ad obiettivi gestionali sia di natura economica che di caratterizzazione funzionale al profilo di uscita degli alunni. In una prospettiva parallela ed integrata alla conduzione strutturata delle colture esistenti e dell’allevamento bovino ed ovino (ricordiamo la recente iniziativa dedicata all’agnello di razza fabrianese che ha visto la preziosa partecipazione della chef Serena D’Alesio), il professor Giovanni Spinsanti – docente di Produzioni Vegetali da anni in forza all’istituto – ha avviato, insieme al dipartimento delle materie di indirizzo, un percorso progettuale che intende traghettare gradualmente la serra della scuola da presidio meramente florovivaistico a dispositivo di coltura idroponica.

Questo sistema di produzione agricola, le cui connotazioni specifiche possono essere facilmente desunte da varie fonti informative in rete, ha la sostanziale e fondamentale caratteristica di prescindere dalle tradizionali risorse date dal terreno, dalla tanta acqua necessaria e dai tanti rischi legati ai fattori ambientali a favore di un processo produttivo che riduca drasticamente i consumi di risorse, coniugando l’ecosostenibilità con la razionalizzazione e la massimizzazione dei raccolti in un contesto di economia circolare. La serra dell’istituto “Vivarelli” costituirà, in questa prospettiva, una sede preziosa soprattutto per quanto concerne la dotazione di vasche allagabili. Si potrà così dare l’avvio a produzioni di ortaggi a km zero direttamente consumabili dagli alunni del convitto e a disposizione della città.

“L’Istituto Tecnico Agrario Vivarelli – dice il dirigente scolastico, Emilio Procaccini – si candida, con questo scenario in via di costruzione, a consolidare ed a rilanciare il suo più che centenario ruolo di presidio formativo montano di agricoltura ed allevamento in una dimensione pienamente aderente alle moderne e sostenibili conquiste delle scienze agronomiche”.

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