ALLERGIE DA POLLINI, TROPPI CIPRESSI. LA PROPOSTA DI SANDRO TIBERI

Fabriano – Un tema poco affrontato sono le allergie causate da alcuni pollini di piante che si trovano in città. Il cipresso è un albero molto diffuso nellarea mediterranea e in particolare nell’Italia centrale è la prima pianta che impollina all’inizio dellanno, dotato di un polline che liberato dall’albero in enormi quantità nell’aria mette a dura prova la salute di tante persone e per tale motivo è fonte di allarmanti allergie. Le allergie ai pollini sono in costante diffusione nella popolazione, soprattutto nei centri urbani, e comportano problemi alla salute, oltre ad ingenti spese sanitarie. Nellultimo decennio, le manifestazioni allergiche causate dal polline di cipresso hanno raggiunto una prevalenza del 25% della popolazione. In Italia, le amministrazioni comunali si dimostrano sempre più sensibili al problema rappresentato dalle allergie da polline e tendono a prediligere piante a basso impatto allergenico per l’allestimento del verde pubblico. Nella nostra città sono state tolte, recentemente, le piante oramai invasive nella piazzetta, Spiazzi di San Nicolò, per poi essere sostituite, come il Sindaco Santarelli ha scritto sui social, con tre piante di cipressi. Nel centro storico della città non è indicato impiantare piante allergizzanti, come consigliano gli specialisti di allergologia, in quanto il polline rilasciato dalle stesse coinvolge gli abitanti della città. Il centro storico da sempre è un punto dincontro frequentato da tutti ed anche chi non soffre di allergia, nel periodo della fioritura del cipresso che dura circa 4 mesi (da dicembre a marzo) può ammalarsi. Le allergie dovute ai pollini di cipresso (che appartiene alle conifere) fino a dieci anni fa erano poco diffuse: oggi sono in crescita, forse a causa del riscaldamento globale del pianeta che ha fatto crescere la quantità di pollini rilasciati da ogni pianta. Oggi l’allergia al cipresso riguarda circa una persona su quattro. Il contatto con le micro particelle del polline comporta reazioni alle vie respiratorie superiori le più comuni manifestazioni che sono: riniti, congiuntiviti, infiammazioni alla gola, febbre, lacrimazione, tosse e, in misura minore, l’asma. Si auspica che anche l’Amministrazione Comunale della nostra città segua le linee guida consigliate dagli Istituti di Allergologia che per l’arredo urbano si usino piante non allergizzanti.

Sandro Tiberi

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