PEDEMONTANA FABRIANO-SASSO, FONDI ‘CRATERE SISMICO’ PER ULTIMARLA

di Marco Antonini

Fabriano – I lavori sono fermi dal 1970 eppure ancora si parla della Pedemontana Fabriano-Sassoferrato visto che potrebbe tornare in auge grazie ai finanziamenti che rientrano nel cratere sismico (oggi in caso di completamento dell’opera si collegherebbe alla nuova SS 76 nella periferia Est della città della carta) come occasione di sviluppo in un entroterra con vie di comunicazioni difficili. Di questa strada di cui in aperta campagna, tra Fabriano e Sassoferrato, si possono vedere le poche cose che sono state costruite circa 50 anni fa, alcuni viadotti e un pezzo di galleria scavata, si è parlato giovedì scorso a margine della visita del Premier Conte e del ministro Toninelli al campo base di Borgo Tufico. “Ho spiegato al presidente del Consiglio che oltre al completamento della Quadrilatero occorre fare qualcosa per la nostra grande incompiuta: la Pedemontana Fabriano-Sassoferrato. Una situazione che grida vergogna visto che i lavori sono partiti nel 1970, ma poi tutto si è poi fermato 50 anni fa” la denuncia del sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli. Il primo cittadino ha annunciato di aver chiesto sostegno al Governo per il completamento di quest’infrastruttura. “Insieme alla deputata Patrizia Terzoni (M5s) – ha detto – abbiamo spiegato la situazione proponendo una possibile soluzione: inserire la realizzazione della Pedemontana all’interno del Piano di finanziamenti alla viabilità previsto per i comuni ricadenti nel “cratere sismico”. Le risorse ci sono e sia Conte che Toninelli hanno dimostrato interesse per l’argomento”.

Il tratto Fabriano-Sassoferrato è fondamentale che si completi per il traffico dei mezzi pesanti in direzione delle aree industriali presenti soprattutto nella zona Berbentina, alle porte di Sassoferrato, e per dare respiro all’economia. Basti poi pensare a come le due città restano isolate in caso di incidente stradale. “La Pedemontana rappresenta una ferita nel territorio con viadotti già fatti, un pezzo di galleria già scavato e un tracciato già ben visibile con pezzi di strada già esistenti. La ferrovia non basta perché chi deve andare e tornare da Sassoferrato verso Ancona oggi deve attraversare la Gola di Frasassi, compresi i mezzi pesanti, e d’inverno spesso la strada è chiusa per ghiaccio o caduta massi e il territorio rimane quasi isolato”, il punto del sindaco, Santarelli.

Un anno fa inviò una richiesta al Ministro delle Infrastrutture, all’Anas, al Commissario straordinario per il sisma e al vicecommissario per il Sisma, il governatore Luca Ceriscioli, per inserire questa opera all’interno del “Piano di potenziamento della viabilità di accesso al cratere del sisma 2016” per finanziarla proprio con i soldi del terremoto. La lettera è stata sottoscritta anche dal sindaco di Sassoferrato, Ugo Pesciarelli e dal sindaco di Frontone, Francesco Passetti, Presidente dell’Unione Montana Catria e Nerone. Si attende risposta. “Uno scandalo – hanno denunciato più volte gli ambientalisti – con il quale ci siamo abituati a convivere, una ferita nel territorio che è diventata ormai meta di chi deve disfarsi di qualsiasi tipo di materiale a mò di discarica a cielo aperto lontano da occhi indiscreti”.

 

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